A Favignana con i cinque sensi

“Ancora a Favignana? Ma perché non cambi isola?”

Perché Favignana ogni volta è diversa, e nuova. Perché ormai è come sentirsi parte di una grande famiglia, che ti accoglie a braccia aperte e ti coccola e ti riporta ad apprezzare le cose più semplici e più vere.

E poi Favignana a giugno è una gioia per tutti i sensi: ed è proprio attraverso i cinque sensi che voglio raccontarla, attraverso i mille dettagli che ho riportato a Milano per i giorni di… estate autunnale.

I profumi

  • Finocchietto, finocchietto, finocchietto! Pedalare per Favignana significa lasciarsi inebriare dal finocchietto selvatico che cresce abbondante ai bordi strada. Un profumo intensissimo e rinfrescante che ogni tanto intensificavo raccongliendone un pezzettino e strofinandolo tra le mani.
  • Il timo, che ho scoperto nei campi attorno a Cala Rossa: un profumo persistente e una fioritura lilla eccezionale.
  • Da quanto non sentivo verdure così profumate? Zucchine enormi, pomodori maturi, melanzane e peperoni: in barca con Franco e Alida ho ritrovato i profumi della terra nelle verdure del loro orto, cucinate sapientemente da Alida per esaltarne tutte le qualità.
  • Il rosmarino marittimo, che Franco ci ha raccolto mentre facevamo il bagno in una caletta di Marettimo: un profumo molto più intenso di quello a cui sono abituata, un rosmarino che sa di selvatico e di salsedine [meraviglioso, il giorno dopo, su crostini con un filo d’olio evo]
  • E’ con il tramonto che si intensificano gli odori: la sera al faro di Punta Sottile sa di bagni lunghi, di sale tra i capelli, di tramonti lenti e di nostalgie.

I sapori

  • Le cassatelle ancora calde della Pasticceria FC, accompagnate da qualche scorzetta d’arancia candita
  • Le busiate del Bar Cavallo: sarde e finocchietto oppure zucchine, pistacchi e gamberi. Un #carboidratoviolento che merita di sgarrare ogni dieta
  • Tonno, tonno, insistentemente tonno: il migliore l’ho mangiato appena scottato in crosta al Sotto Sale, con caponatina e crema di finocchi. Non male anche quello al nero d’avola di A’ Cialoma.
  • Quando la materia prima è ottima, non serve molto per dei piatti memorabili: ho perso la testa per l’insalata favignanese [pomodori, cipolla, capperi locali, origano locale, olive]
  • Il viaggio dei sapori parte dal porto: il mercato del pesce mattutino è un trionfo di materia prima locale [e assaggiare un gambero crudo è stata una splendida colazione alternativa]

I suoni

  • Stormi di gabbiani hanno fatto da sottofondo sonoro al pranzo in barca all’isola del Preveto
  • Una mattina a Cala Rossa in compagnia di un albatros [che fa molto meno casino dei gabbiani]
  • Le ruote della bicicletta sulla strada sterrata dal paese verso Scalo Cavallo: il rumore della libertà
  • Le onde: quelle che si infrangono al Bue Marino incazzate nere per lo scirocco a 40km/h, quelle che cullano i pensieri sullo scoglio riservato di Cala Rossa

Sulla pelle

  • La salsedine post bagno nelle grotte surreali di Marettimo [sì, ho sconfitto la paura e mi sono buttata dalla barca]
  • Gli scogli ruvidi e appuntiti di Cala Rossa, che ti tengono compagnia per tutto il tempo in cui resti allungata, e non c’è telo mare che tenga: riescono sempre a lasciarmi un ricordo sul corpo.
  • Lo scirocco, tutto in faccia, mentre pedalo controvento.

Gli scorci

  • Cala Rossa, arrivando dalla stradina del paese: conosco a memoria ogni curva, ogni pietra, ogni buca di quella strada, ma ogni volta che arrivo e mi affaccio a Cala Rossa resto senza fiato
  • La vecchia strada panoramica parallela al tunnel, di ritorno in discesa verso il paese: tra agavi e vista mozzafiato su Marasolo, la mia idea di libertà
  • Le grotte del Bue Marino, imponenti a picco sul mare
  • Le strade sterrate color giallo pallido, tra muretti a secco e finocchietto: di una semplicità disarmante, ma trovatemele da un’altra parte, così belle e profumate
  • La spiaggia deserta del Preveto dopo la mareggiata: nascosta sotto campi di grano, regala un mare trasparente che degrada dolcemente fino all’isola del Preveto
  • Il villaggio dei pescatori a Marasolo al tramonto: un angolo dimenticato dal mondo, le casette bianche con le porte colorate, il silenzio della sera.
  • Il paesino di Levanzo, un francobollo di case bianchissime con dettagli azzurri, che pare di essere in un presepe
  • I gozzi colorati al porto di Levanzo, che sembrano appoggiati sul mare trasparente, cartoline naturali
  • Le mille grotte di Marettimo, con la roccia dolomitica e chiazze di mare incredibile, viste dalla barca di Franco e Alida
  • Le stradine del centro storico dietro la chiesa di Favignana, una collezione di casette usurate dalla salsedine, di porticine colorate e tende svolazzanti. Come in un film di Tornatore.

Dovremmo avere tutti un posto dove poter sempre tornare per mettere in salvo il cuore. 

PS. ho scritto qualche tip utile su Favignana su Grazia.it: In viaggio a Favignana: spiagge, ristoranti, gite e tramonti da non perdere

PPS. foto scattate con la mia Fujifilm X-E2 e l’obiettivo 18-55, che per le vacanze è perfetto [ed è molto luminoso. molto più del corrispondente di Canon, per dire :-)]

PPPS. il mio storytelling giornaliero #CalaBraghy lo trovate qui su Instagram.

4 Comments

  • Rispondi giugno 18, 2015

    colores

    Grazie, grazie , e grazie per questo blu quasi turchese che sa di finocchietto y resta sulla pelle come il sale. Una maravilla para los sentidos!

  • Rispondi giugno 18, 2015

    Sarah

    Pensa che mia nonna paterna era siciliana e io non sono mai stata in Sicilia. So che Favignana è tutt’altra storia, ma cavolo le tue foto mi hanno fatto sognare. Ecco nella prossima vita voglio nascere pescatore in quell’isola…o anche gatto abitante di quell’isola! 😉

  • Rispondi giugno 18, 2015

    fili

    Meraviglioso, assessora del turismo subito! love.f.

  • Rispondi giugno 19, 2015

    BARBARA

    Foto meravigliose. Italia stupenda. Sto cliccando a destra e manca per prenotare!!

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