L’arte del ricevere

“La sai una cosa? Tu non sei abituata a ricevere. E quel poco che ricevi non te lo godi perché ti senti subito in dovere di sdebitarti”.

Ero entrata per farmi dare una sistematina alla lombare, vagamente inchiodata. Pensavo fosse colpa della corsa, e invece era colpa di tutta una sfera emotiva che sta andandosene un po’ per i cavoli suoi.

Lo senti qui, come sei bloccata? Questo è il tuo orgoglio, che ti porta a trattenere un sacco di emozioni. Le trattieni tutte qui.

Mica per niente qualche giorno fa chiedevo ai miei contatti di Facebook “ma voi, quando vi manca una persona, glielo dite?”. Perché io mica glielo dico, quando mi manca.

Metti che poi si spaventa / fraintende / scappa / si sente soffocato.

E quindi, eccoli lì, tutti i mimanchitanto belli allineati sulla mia colonna vertebrale.

E ricevere. Appunto. Da quanto non ricevo?

“Non ti regaliamo fiori perché ormai te li comperi da sola, mi sono sentita dire sabato. Ecco, forse, stufa di non ricevere, ho iniziato a compensare da sola.

Che poi non è vero che non ricevo.

Domenica, ad esempio, ho ricevuto del tempo per me e un allenamento in preparazione alla We Own The Night (che sarebbe stato ben più intenso, se appunto la mia lombare si fosse comportata bene). Il risultato è che ero così felice che… ho pensato di sdebitarmi. Sono andata in quel negozio lì, ho preso quella cosa lì che so che è perfetta per sdebitarmi, e ora quella cosa lì è in attesa di essere consegnata.

Il tutto mezz’ora prima di sentirmi dire che non sono capace di ricevere senza sentirmi in dovere di ricambiare. Touché.

E voi, quanto ricevete? E quanto riuscite a ricevere senza ricompensare?

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Nella foto: Barbara Palvin, scattata da me in un momento di riposo durante lo shooting per la campagna Gas Jeans SS14

9 Comments

  • Rispondi aprile 22, 2014

    Elena Torresani

    L’ossessione di far da sole perchè siamo abituate così, perchè dobbiamo essere forti così anche quando potremmo permetterci di non esserlo, che mica l’ha ordinato il dottore.
    Non abbiamo l’arte del ricevere perchè per moltissimo tempo non abbiamo avuto niente da ricevere e abbiamo smesso di voler sapere quanto è bella quella vulnerabilità.

    • Rispondi aprile 22, 2014

      Elena Braghieri

      o forse è senso del dovere ossessivo? Mannaggia quanti guai ci ha fatto sto passato 🙂

  • Rispondi aprile 22, 2014

    Chiara

    Ciao Elena,che tempismo perfetto..sono qui in ufficio e stavo parlando della stessa identica cosa..nel mio caso penso sia colpa della”buona educazione”mia mamma mi ha insegnato fin da piccola che è buona educazione sdebitarsi,ricambiare.

  • Rispondi aprile 22, 2014

    Laura

    A volte vorrei essere piú orgogliosa – dimostrare che sono difficile. Ma non riesco. Sul serio. È una guerra costante con me stessa. Non riesco a fare finta di niente. Pure se volessi essere fredda e libera devo chiamare e essere sincera. Così sono quasi sempre io la prima a dire : Mi manchi. Soltanto così riesco a stare in pace con me stessa.

    • Rispondi aprile 23, 2014

      Elena Braghieri

      vedila così: hai meno mal di schiena di me 🙂

  • Rispondi aprile 22, 2014

    STEFANIA

    Ciao Elena, ti ho sempre seguita su Instagram e per curiosità ho dato un’occhiata al tuo blog.
    Leggendo questo post ho sorriso perchè sono da sempre ammonita da tutti in quanto pare che io dia troppo in relazione a quanto ricevo.
    E non riesco a ricevere senza dare qualcosa in cambio.
    Nel mio caso, poi, non riesco nemmeno tanto bene a chiudere i ponti col passato, quasi come se dovessi continuare a dare per rassicurare le persone di non avermi tolto poi così tanto. (anche se hanno preso il mio cuore, l’hanno accartocciato e buttato in un angolo come si fa con i fogli di brutta :))
    Complimenti e un saluto da una persona che, quando riesce, una corsettina al martedì o al giovedì con partenza da Gae Aulenti, se la fa. (o dovrei dire faceva!)

    • Rispondi aprile 23, 2014

      Elena Braghieri

      abbiamo tutte almeno una persona che non ha capito il nostro cuore e l’ha accartocciato e buttato in un angolo. La nostra forza sta nell’andare a riprendercelo, togliere l’appallottolamento, e lisciare le pieghe come si fa con un foglio di carta. Pronte per scriverci sopra cose nuove, e belle <3 Ciao Stefy!

  • Rispondi aprile 28, 2014

    Ilaria

    Io i “mi manchi” all’inizio li dico……….. una volta, magari 2…. ma poi STOP. Basta. Arriva l’orgoglio, e puntuale il male….di pancia! che si tratti di amore “mancato” o amica “distante”……. ( che poi, un’amica può essere “distante”?!!?? )
    Ps. ieri sera mi sono comprata le mie prime scarpe da running (perchè quelle che avevo mi facevano venire sì il mal di schiena)….chissà che qualche volta non cambi zona, e dai Giardini Palestro arrivi fino a piazza Gae Aulenti (che tra la’ltro amo alla follia)…
    Bello questo blog, e bella tu! 🙂

  • Rispondi luglio 27, 2014

    annabella senatore

    idem..non sono ricevere senza dare ma elargisco senza ricevere.

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