Benvenuta Olivia!

C’era una volta una bicicletta, regalo dei nonni adorati per la maturità.

Correva l’anno 1995 (così la smettete di googlare “Elena Braghieri età”), e io e la mia bicicletta siamo diventate una cosa sola. Era una signora bicicletta, una delle prime citybike dei tempi, compagna di tante estati al paesello, tra gite in campagna e pedalate in paese. Erano tempi in cui i ladri di biciclette al paesello ancora non esistevano, la lasciavo in giro con una certa spensieratezza e la ritrovavo sempre, pronta a portarmi a casa.

Era una compagna così fedele che dieci anni dopo l’ho portata con me a Milano. E con lei ho iniziato a scoprire la Milano bella: quella di Via Conservatorio, quella del profumo dei tigli sui viali della circonvallazione al ritorno da una cena, quella dei vicolini del quartiere 5Vie.

Resisteva, con un doppio lucchetto più potente e con un cestino nuovo di vimini coi fiorellini rosa. Resisteva, e io pedalavo con lei.

E intanto il nonno se n’era andato, e la bici era uno dei ricordi di lui che tenevo con me.

Andavo a fare merenda in Brera da Lulù. Pedalavo velocissima verso il Fioraio Bianchi per la colazione del sabato con Andrea. La lasciavo nel garage aziendale per sfrecciare all’aperitivo all’uscita dal lavoro.
Fino all’estate scorsa, l’estate che mi ha portato via la nonna. E, dieci giorni dopo, mi ha portato via anche la sua bici.
Era agosto, mi ero fermata alla Rotonda della Besana per l’aperitivo. All’uscita, la bici non c’era più. Ma come, l’avevo messa qui! No, forse l’avevo messa di là. Non ricordo, ma sono venuta in bici vero? Niente, me l’avevano rubata. Mi avevano rubato un pezzettino di nonna dopo avermi portato via nonna. Una tragedia.
Che è anche il vero motivo per cui non ho voluto comprarne subito una nuova: mica si sostituiscono così facilmente, certi affetti.

Restava comunque il senso di libertà ogni volta che pedalavo: che fosse con una Bikemi o con una bici noleggiata a Favignana.

Olivia è arrivata sabato scorso. L’ho desiderata tanto, l’ho studiata prima online poi dal vivo in quella meraviglia di negozio che è Rossignoli. La volevo fighetta, come la precedente. La volevo snob, con il cestino in vimini e la sella color miele di Brooks.

Chi me l’ha regalata sa quanto ci tenessi, e sa che un regalo più bello non poteva farmelo.

Ho voluto inaugurarla con la mia compagna preferita di pedalate: anche se sulla strada per Chiaravalle non cresce il finocchietto selvatico, io e la Dany siamo reginette indiscusse di bici sincronizzata (e di tappe culinarie per recuperare le forze).

Benvenuta Olivia.  Sei esattamente come ti volevo. Sono certa che piaceresti molto anche ai nonni. Mi capirai se non vorrò potarti sempre con me: voglio solo proteggerti.

Spero che tu sia l’inizio di cose belle, quelle che mi aspetto da ogni estate.

E ora via, Olivia: via, verso questo luglio col vento in faccia.

3 Comments

  • Rispondi luglio 3, 2015

    Marianna

    Bella Olivia! Subire il furto della bici per me è stato qualcosa di traumatico… Milano da questo punto di vista è davvero un postaccio! Buone pedalate Elena, e buona estate. Un abbraccio

    • Rispondi luglio 8, 2015

      Elena Braghieri

      Marianna, buona estate a te! E incrociamo le dita 🙂

  • Rispondi agosto 3, 2015

    Meggie

    Io ho una catena (da moto o giù di lì) che pesa più della bici: ti immagini l’eleganza quando la lego?

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