La Braghy guida definitiva a Favignana.

Premessa: sono malata di Favignana.

L’ho scoperta a giugno 2002 e non l’ho più lasciata. Se cercate obiettività, non state leggendo il blog giusto. Se invece come me siete malati di quell’isola o se volete farvi contagiare dalla malattia, potete proseguire.

Favignana è la principale delle isole Egadi, insieme a Levanzo e Marettimo, e si trova a mezz’ora di aliscafo da Trapani. La soluzione migliore è quindi volare su Trapani con Ryanair, prendere la navetta dall’aeroporto al porto di Trapani (o un taxi, la tariffa è fissa e pari a 30 euro), e dal porto prendere il primo aliscafo per Favignana (Liberty Lines).

DOVE ALLOGGIARE

E’ un’isola relativamente piccola (circa 20 kmq), divisa in due dal monte di Santa Caterina. Il centro abitato, con tutti i servizi dell’isola, si sviluppa tutto attorno al porto, per questo io preferisco trovare un alloggio in paese: dovete considerare che metà isola, quella al di là del monte di Santa Caterina, non ha nemmeno un bar, ma solo ville e affittacamere. E’ sicuramente molto affascinante alloggiare da quel lato (soprattutto per i tramonti mozzafiato che non si vedono dal paese), ma si è lontani da tutto in caso di necessità.

L’hotel storico in cui alloggio io è l’Aegusa, di recente ristrutturazione, ma in paese ne trovate anche altri deliziosi. Più decentrato ma di sicuro effetto l’Hotel Cave Bianche.

PRONTI A ESPLORARE L’ISOLA?

Prima di mettervi in sella alla vostra bici (o al vostro scooter) dovete sapere che Favignana è un’isola piuttosto ventosa (mica per niente prende il nome da Favonio, vento meglio noto come Föhn). Prima di decidere la vostra meta, perciò, fate caso a quale vento soffia (se siete imbranate come me, chiedete ai locali e vi daranno tutte le indicazioni): se soffia lo scirocco è bella la costa di Scalo Cavallo e Cala Rossa, se soffia il maestrale è meglio tutta la costa dal Bue Marino fino ai Faraglioni, passando per Cala Azzurra, Lido Burrone, Calamoni, Cala Rotonda e Punta Sottile.

Vi porto comunque in un giro virtuale dell’isola, immaginando assenza di vento (no, non riuscirete a fare tutto in un giorno, dovrete dividerlo in almeno due: a fini editoriali, facciamo finta di avere un giorno di 48 ore).

Partiamo dal porto.

Al porto vi emozionerete subito. Perché è un tripudio di barchette di pescatori bianche e blu appoggiate su acqua verde – e se arrivate la mattina trovate anche il mercato del pesce giornaliero, un vero spaccato di vita dell’isola.

Lasciamo il porto uscendo dal paese e costeggiamo il mare sullo stradone asfaltato. Si presenta un curvone sulla destra: lo imbocchiamo, e subito sulla sinistra troviamo una stradina sterrata che si perde tra le ville. E’ una delle mie stradine preferite dove respiro davvero il profumo di Favignana, lontano dal traffico e immersa nella natura, tra abitazioni deliziose e cave di tufo [in tutta l’isola vi diranno “cave di tufo”: solo di recente ho scoperto che non si tratta di tufo ma di calcarenite].

Lasciando sulla destra il cimitero di Favignana, si arriva a Punta San Nicola, baietta quieta e mio personale punto di arrivo della corsetta mattutina. Proseguendo lungo la costa, si attraversano le case di Scalo Cavallo: qui, se il vento gioca a nostro favore, possiamo parcheggiare nello spiazzo la nostra bici e scendere a piedi tra gli scogli. Piscine naturali e scogli piatti per prendere il sole.

Proseguendo lungo la strada verso Cala Rossa, il Bar Cavallo è il mio posto preferito per il pranzo (ma ve ne parlo dopo). Pedaliamo per una quindicina di minuti tenendo sempre la sinistra ogni volta che troviamo un incrocio.

All’arrivo a Cala Rossa lasciamo le bici lungo i muretti a secco (e sì, la villa sopra Cala Rossa è di proprietà Tognazzi Izzo, e sì, ai tempi d’oro c’era ospite pure Luca Argentero) e scendiamo.

Cala Rossa è forse l’immagine più famosa di Favignana, la baia che lascia ogni volta senza fiato anche a chi la conosce piuttosto bene. Prima di scendere alla ricerca di uno scoglio da cui buttarsi, vi consiglio di percorrere tutto il sentiero in alto per ammirarla in tutto il suo splendore, con Levanzo sullo sfondo.

Dove fare il bagno a Cala Rossa: io, allo scoglio tutto a sinistra, preferisco la zona di destra. Ci sono vari punti di accesso, più o meno facili da percorrere, ma sicuramente vale la pena di mollare tutto e tuffarsi subito nell’acqua turchese quasi caraibica.

Ritornando sul sentiero, riprendiamo le bici e proseguiamo fino alle Grotte del Bue Marino: con un po’ di coraggio ci si può anche tuffare, io mi limito a godermi il panorama suggestivo creato dalle grotte alle spalle del mare.

Proseguendo lungo il sentiero, la tappa successiva è Cala Azzurra: nelle giornate di vento favorevole il mare è incredibile, ma è spesso invasa di poseidonia – che è sì utile all’equilibrio e al benessere della vita marina, ma personalmente fastidiosa in caso di balneazione J

Tutta la costa da Cala Azzurra fino al tunnel che porta dall’altra parte dell’isola è piacevolissima: incontriamo Lido Burrone (unica spiaggia di sabbia oltre a quella della Tonnara in paese, quindi sempre piuttosto affollata), i Calamoni, Punta Lunga e il villaggio di pescatori di Marasolo (dove ci sono le mie porte colorate preferite).

L’altra metà dell’isola si raggiunge da un unico punto: il tunnel.

Se siete in bicicletta e volete trasgredire, vi consiglio vivamente di evitare il tunnel e prendere la vecchia strada a picco sugli scogli: forse la strada che più di tutte porto nel cuore dell’isola di Favignana. Un panorama mozzafiato su tutta la costa, solo il rumore delle onde che si infrangono e degli animali (mi è capitato di incontrare più di una volta delle volpi) e un senso di libertà impagabile.

Prima di ritornare sulla strada ufficiale, subito dopo il Residence “Nido del Pellegrino”, lasciamo le bici a bordo strada e scendiamo, sulla sinistra, nei campi. Arriveremo ad una spiaggia di ciotoli nascosta ma meravigliosa, il Preveto. Qui a nuoto si può raggiungere l’isoletta di fronte, con un fondale – a detta di tutti – incredibile (io, che non sono coraggiosa, me ne sto serenamente spiaggiata e vi aspetto al ritorno dall’isolotto).

Riprendendo la strada, dopo circa mezzo chilometro sulla sinistra deviamo verso Cala Rotonda, con il famoso Arco di Ulisse: se ci arrivate verso il tramonto fermatevi fino a che non cala il sole dietro Marettimo. E’ una delle esperienze assolutamente da fare a Favignana.

Tornando sulla strada principale, ci restano da vedere Punta Sottile, con il suo faro davanti a Marettimo (altro punto strategico per godersi il tramonto) e i Faraglioni (mare incredibile).

Per rientrare in paese, dobbiamo ahimè tornare al tunnel e successivamente tenere la sinistra.

DOVE MANGIARE

A colazione: il cuore dice “La Pasticceria FC”, i dolci più buoni dell’isola (a prezzi davvero ridicoli), anche se il caffè servito nel bicchierino di plastica toglie un po’ di poesia. L’alternativa è la granita con brioches al Bar Uccio, in piazza Matrice: panorama sulla vita di paese assicurato.

A pranzo: io ho un debole per il Bar Cavallo. Ordinate un piatto di busiate in una delle loro millemila variazioni (mie preferite: sarde e finocchietto, oppure zucchine gamberi e pistacchio) ma tenete un posticino per il dolce: con il caffè chiedete una cassatella. La fanno friggere al momento e ve la servono ancora bollente. Serve che aggiunga altro? Metà isola – quella al di là del tunnel – non ha ristori, quindi se decidere di passare la giornata di là munitevi di pranzo al sacco. C’è poi un bar a Cala Azzurra (panini, arancine, pizzette), un bar a Lido Burrone (sempre piuttosto affollato, ma per una macedonia è perfetto), un bar ai Calamoni piuttosto caro, e un simpatico Kiosko a Marasolo (ideale per la birretta al tramonto).

A cena: il paese è pieno di ristoranti, avete l’imbarazzo della scelta. I migliori spaghetti ai ricci di mare (e altre prelibatezze) al Pescador, un’ottima grigliata di pesce o un piatto di crudi da Quello che c’è c’è, cous cous con pesce al giardino del ristorante dell’hotel Aegusa, e una cena più gourmet da ricordare al Sotto Sale (mio preferito in assoluto! Di recente rinnovo anche l’Osteria del Sotto Sale, stessa gestione e menu più easy ma curatissimo).

ESCURSIONI IN BARCA

Le Egadi comprendono anche Levanzo e Marettimo, entrambe molto suggestive da visitare. Se dovete scegliere, privilegiate Marettimo via mare (è la più selvaggia e impervia, ricca di grotte e calette raggiungibili solo dal mare).

Da Favignana avrete molte offerte di escursioni in barca.

Io, dopo che ho provato Franco e Alida, non li ho più lasciati. Vi vengono a prendere al porto di Favignana con la loro Viola, e vi offrono una giornata in barca che non dimenticherete più: Alida è anche una cuoca straordinaria, vi cucinerà un pranzo in barca degno dei migliori chef, con il pesce pescato da Franco e le loro verdure dell’orto di Levanzo. Vi consiglio di contattarli qualche giorno prima per accordarvi sul tipo di escursione – anche il giro in barca attorno a Favignana merita! (per prenotazioni Alida: 3496021694 – Franco: 3396791645)

DA NON PERDERE

  • Il museo del tonno nella Ex Tonnara Florio
  • I giardini ipogei di Villa Margherita
  • Shopping di prelibatezze locali da Antonio Tammaro
  • La salita a piedi al monte di Santa Caterina in una serata limpida per ammirare il tramonto

 

E soprattutto: al ritorno fatemi sapere se ve ne siete innamorati.

 

Note:

  1. Potete scaricarvi questa mini guida, stamparvela e farle respirare l’aria di Favignana: qui
  2. il mio articolo su Favignana per Grazia del 10 agosto 2016 qui

15 Comments

  • Rispondi aprile 13, 2016

    Elena Polvani

    Ma che bello!!! Mentre leggevo la mia fantasia dipingeva i posti che stavi descrivendo e associava le parole alle tue foto. Sento profumo di finocchietto ? Grazie per questa guida stra stra sentita!

  • Rispondi aprile 13, 2016

    Michela

    Ho “conosciuto” Favignana guardando le tue foto dell’anno scorso. E me ne sono subito innamorata. Così per quest’anno ho deciso di andarci. A gennaio avevo giá prenotato le vacanze, roba da non credere!
    E ora con questa “guida” ho tutto il necessario.
    Grazie!!!

  • Rispondi aprile 13, 2016

    Giulia

    Ma che bella guida.. restituisce benissimo le sensazioni e la meraviglia dell’isola. Mi sono già perdutamente innamorata l’anno scorso – piangendo di meraviglia l’ultima mattina, alle 5 ad aspettare l’alba al Bue Marino, e sì sto disperatamente cercando un Ryan decente per luglio.

  • Rispondi aprile 18, 2016

    Sara

    ….eddai vieni anche in SArdegna….( che non è fatta solo di costa smeralda?)

  • Rispondi aprile 27, 2016

    Eva

    bellissima guida…! 🙂
    Elena sei una tripadvisor super speciale!!!
    mi hai fatto venire voglia di passare le mie vacanze proprio a Favignana!
    PS: please fai una guida definitiva anche per la Val Pusteria! Da amante della montagna e di quella valle, vorrei proprio sapere se i tuoi posti preferiti sono anche i miei!
    Continua così, mi piace un sacco tutto quello che pubblichi e condividi con noi! Eva

  • Rispondi giugno 2, 2016

    Simona

    Braghy che dire mi hai fatto innamorare! A questo punto ci devo andare??? #fallinginlove #Favignana #braghysuperguide

  • Rispondi giugno 2, 2016

    Beatrice

    Sono a Favignana da ieri (per la prima volta nella mia vita) con mio marito, ci siamo regalati 4 giorni qui per festeggiare il nostro quinto anniversario di nozze. Grazie per questo post…si sta rivelando davvero prezioso!
    PS Oggi abbiamo pranzato al bar Cavallo, ho ordinato busiate gamberi e zucchine…dire buone è riduttivo, perché me le sognerò tutto l’anno! Grazie ancora, di cuore!

  • Rispondi agosto 17, 2016

    cristina

    Aggiungerei http://www.albergoegadi.it/ da Alberto e Nenè <3

    • Rispondi agosto 24, 2016

      Elena Braghieri

      Non ci sono mai stata! Mi fido 🙂

  • Rispondi agosto 28, 2016

    Mahee Ferlini

    Grazie per questa guida fantastica di Favignana!

    • Rispondi settembre 7, 2016

      Elena Braghieri

      prego!

  • Rispondi settembre 4, 2016

    Mara

    Cena da Aegusian appena terminata. Sto seguendo religiosamente la tua guida ma.. questa suggestion va assolutamente cancellata.
    Cibo mediocre (il cous cous di pesce buono l’hanno fatto solo per te), disorganizzazione e servizio lacunoso. E mi sento buona perchè in mood feriale.

    • Rispondi settembre 7, 2016

      Elena Braghieri

      Ciao Mara, mi dispiace che ti sia trovata male. E’ buffo, sai, perché il ristorante Aegusa me l’aveva consigliato proprio una giornalista palermitana, e in genere quando sono i locali a consigliarti posti c’è da fidarsi. Io mi sono sempre trovata bene, come altre persone che ci sono state. Capisco la delusione, ma non trovo carino il tono con cui commenti (“il cous cous di pesce buono l’hanno fatto solo per te”: evidentemente no, l’hanno fatto anche per altre persone che mi hanno dato feedback positivi). Grazie comunque per il tuo contributo.

  • Rispondi settembre 12, 2016

    Mara

    No Elena, era una battuta ironica, immagino bene sia già piaciuto anche ad altri.
    Comunque, se posso aggiungere, confermo e rilancio “Quel che c’è c’è”: il miglior tonno l’ho trovato lì.
    (Perché volevo pure dire che rimasi fortemente delusa dal Sotto Sale – tutto considerato ho preferito l’omonima osteria- ma mi hai fatta sentire già abbastanza antipatica!).

  • Rispondi aprile 3, 2017

    Laura

    Pausa pranzo in catalessi. Tornata stamattina all’alba da Favignana. Tutte le tue dritte gastronomiche chiuse tranne una – la pasticceria FC. Un paradiso per il palato, il secondo giorno ci sentivamo già in famiglia. Grazie per tutti i consigli, non deludono mai. Fuori stagione, in bici controvento, si, ci siamo innamorate.

Leave a Reply