La Braghy guida definitiva di Palermo

“Quando fai una guida di Palermo?”: un anno – e svariati weekend palermitani – dopo, ho deciso di elencarvi i miei posti del cuore di questa città che continua a sorprendermi e regalarmi bellezza. Come sempre, non è una guida esaustiva, nè ci troverete il posto per la miglior arancina (sì, a Palermo va con la A). 

Pronti? Via!

DOVE DORMIRE

Io a Palermo alloggio sempre in quel gioiellino de L’Olivella B&B che Elena, la proprietaria, gestisce con infinita passione e attenzione nei dettagli, in quella che era la casa dei bisnonni. La sua colazione tutti attorno al tavolo in soggiorno è memorabile (le sue torte sono tra le più instagrammate) e si ha la costante sensazione di sentirsi a casa.

 

COSA VEDERE

Serve più di un weekend, ma se siete mattinieri e buoni camminatori riuscite a vedere quasi tutto:

  • I Quattro Canti, l’incrocio da Via Marqueda e Corso Vittorio Emanuele (ogni angolo è dedicato ad una stagione e ad una santa patrona della città)
  • Piazza Pretoria o della Vergogna, la fontana più bella della Sicilia (ok, stavo per dire “di tutta Italia” ma forse mi inimico i fan della Fontana di Trevi)
  • Piazza Bellini con le sue chiese:
    • La Chiesa di Santa Caterina, apoteosi del barocco siciliano, un sontuoso trionfo di marmi, stucchi, affreschi. Consiglio vivamente la visita dell’adiacente Monastero di Santa Caterina, che fino al 2014 ha accolto le monache di clausura dell’Ordine Domenicano: al momento è in fase di restauro, quindi è accessibile solo in parte, ma ne vale davvero la pena. Durante la bella stagione vengono anche aperti i tetti della chiesa, da cui si gode di una vista strepitosa su piazza Pretoria e su piazza Bellini.
    • La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta la Martorana, capolavoro bizantino e patrimonio Unesco
    • La chiesa di San Cataldo, tempio cristiano diventato uno dei simboli di Palermo per le caratteristiche cupole rosse, anch’essa patrimonio Unesco
  • La Cappella Palatina, all’interno di Palazzo dei Normanni, capolavoro d’arte arabo-normanno imperdibile. Guy De Maupassant l’ha definita la chiesa più bella del mondo, serve altro? Nel weekend è sempre piuttosto affollata, mettete in conto un po’ di coda per accedervi.
  • La Cattedrale, nella maestosità del suo complesso architettonico (è patrimonio UNESCO dal 2015): personalmente preferisco l’esterno all’interno, ma va vista.
  • L’Oratorio di San Lorenzo, in piazza San Francesco, una chicca sia per la meravigliosa decorazione a stucchi di Giacomo Serpotta, sia per la Natività del Caravaggio trafugata nel 69 (su cui sono nate varie leggende)
  • La chiesa di Santa Maria dello Spasimo, la magia della chiesa “con il cielo dentro”, e tutto il quartiere della Kalsa
  • La Chiesa del Gesù o Casa Professa, in zona Ballarò, una delle più importanti chiese barocche della Sicilia
  • Le Stanze al Genio, una casa privata che ospita il museo delle maioliche: 5000 esemplari di mattonelle che testimoniano la storia della manifattura italiana dal 15esimo al 19esimo secolo. Per chi, come me, è ossessionato dai pattern, è una gioia per gli occhi.
  • (un po’ fuori città) La Palazzina Cinese, surreale residenza estiva dei Borbone commissionata in stile orientale (ho come la sensazione che piacerebbe molto ad Alessandro Michele)

 

I MERCATI

Non perdetevi l’atmosfera, i colori, i profumi, gli schiamazzi dei mercati palermitani.

I principali sono tre (Vucciria, Ballarò, Capo), io ve ne consiglio almeno due:

  • La Vucciria, cuore pulsante di Palermo. Il mercato è piccino, io vi accedo di solito da Piazza San Domenico e ho una tappa fissa in piazza Caracciolo: da Andrea, il pescivendolo circondato da graffiti di street art incredibili, assaggio sempre il polpo bollito all’istante, è un rituale irrinunciabile (grazie Elena per avermelo introdotto)! Sempre in quel quartiere troverete dei murales stupendi (anche “La vita è bella” by Toque Freres è in una di quelle viette). Attenzione: il mercato non c’è di domenica, quindi se non volete perdervelo andateci il sabato mattina
  • Ballarò, il luogo che forse esprime al meglio l’anima multiculturale di Palermo, un trionfo di frutta, verdura, pesce, montagne di olive (impossibile resistere), banchetti di streetfood (dicono che sia nato proprio qui!), una gioia per occhi e palato. La cosa bella è che questo mercato c’è anche di domenica mattina!
  • Tutt’altro tipo di mercato, ma per me imperdibile, è quello dell’antiquariato, ogni domenica mattina a Piazza Marina: la piazza si riempie di banchi con delle vere chicche, oggetti (e prezzi) che al nord è difficile trovare.

 

DOVE FARE MERENDA

  • Se siete nei dintorni della Kalsa o di piazza Marina, la cioccolateria Lorenzo è un posto giovane piacevolissimo dove godersi anche un ottimo tè.
  • la mitica torta Setteveli è nata in una delle pasticcerie Cappello, e va assolutamente provata (anche se personalmente non amo l’atmosfera, un po’ freddina, di quelle pasticcerie)
  • cannoli, paste di mandorle, cassate, minne di Sant’Agata: da I Segreti del Chiostro, dolceria della chiesa di Santa Caterina, troverete ogni ben di Dio (capito queste suore?)

DOVE MANGIARE

  • Ve lo consiglieranno tutti, mi unisco al coro: un pranzo da Bisso Bistrot, ai Quattro Canti. In una ex libreria, piatti genuini della tradizione siciliana in un ambiente piacevolissimo (sono ancora visibili alle pareti decori floreali), prezzi davvero modesti. Unica pecca: non accettano prenotazioni (io sono stata anche a cena in orari assurdi per evitare le code)
  • In un vecchio negozio di cappelli, ha di recente aperto Buatta Cucina Popolana: piatti della cucina siciliana rivisitati in chiave moderna. Lo preferisco per il pranzo, non è forse il locale più autentico di Palermo, ma mi sono trovata bene ogni volta.
  • una cena all’Osteria dei Vespri, in piazza dei Vespri, proprio nel complesso di Palazzo Valguarnera Gangi (famoso per la scena del gran ballo ne Il Gattopardo): l’osteria ha una duplice veste a seconda delle stagioni. Io l’ho sempre provata in bassa stagione e ho amato non solo il clima raccolto, con tovaglie a scacchi rosse da osteria, ma anche l’offerta del menu, non vastissima ma ineccepibile (e mi sono innamorata della loro zuppetta di lenticchie al finocchietto selvatico).
  • una cena che è un tuffo negli anni Ottanta, e a cui non so mai rinunciare, alla Trattoria Biondo: locale caldo e accogliente, tutti i migliori piatti della tradizione siciliana (non rinuncio mai alla loro norma), e l’immancabile carrello dei dolci (vi consiglio la sfoglia con crema pasticciera profumata all’arancia, la cui ricetta si tramanda da tre generazioni: divina!) e un servizio avvolgente. Per me è tappa fissa (e il fatto che me l’abbiano suggerito Chiara Maci e Filippo La Mantia è una garanzia!)

 

DOPOCENA (ma anche per l’aperitivo)

Via Paternostro è il cuore della movida serale – e che movida, verso mezzanotte non si riesce a passare tanto è il casino!

 

E PER LO SHOPPING?

  • The Island Sicilia è un concept store della casa editrice Sime Books: vi troverete una selezione di libri a tema isolano, ceramiche e prodotti culinari locali: nell’offerta di mille negozietti di corso Vittorio Emanuele resta quello che più si distingue dalla massa.
  • Uno dei negozi di vintage più belli mai visti: Magazzini Anita, nella centralissima Via Maqueda. Oltre ai capi firmati (e alle Roberta di Camerino su cui ho lasciato occhi e cuore) ha una bellissima selezione di capi a prezzi super accessibili. E la signora Elena è deliziosa.
  • Gioielli, ciondoli, orecchini: da Roberto Intorre, in zona Teatro Massimo, ho fatto il pieno di ciondoli per la mia catena (sì, il ciondolo a forma di Sicilia arriva da lui!)
  • in Via Paternostro, Edizioni Precarie è un laboratorio di carta e grafica delizioso (adoro i loro quaderni prodotti con carta alimentare!), e poi ci potete trovare le fotografie della Sicilia di Luca Savettiere (ne ho in casa due, se può convincere)
  • in un cortile interno di Piazza Sant’Anna, il laboratorio Insula propone oggetti in tessuto stampato di Rizma Project

 

Come già successo per Favignana e per Salina, fatemi sapere se anche questa guida vi è utile: io prometto di tenerla aggiornata con ulteriori tip!

 

Qui i miei indirizzi su Google Map, così non dovete cercarveli 🙂

9 Comments

  • Rispondi marzo 19, 2018

    Francesca Romana

    Grazie Elena, preziosissima come sempre. Francesca

    • Rispondi marzo 19, 2018

      Elena Braghieri

      A te, sempre <3

  • Rispondi marzo 19, 2018

    Cecilia

    Grazie mille Elena !
    Parto fra due settimane in Sicilia : Palermo / Erice / Trapani / Favignana / Marsala / Sciacca e i tuoi consigli sulla Sicilia sono preziosissimi…. devo ammettere che ho scelto la Sicilia come destinazione anche grazie a te! 🙂

    • Rispondi marzo 19, 2018

      Elena Braghieri

      Fammi sapere poi!

      • Rispondi marzo 19, 2018

        Cecilia

        Certo, non manchero’!
        Ho appena scritto al B&B per le mie due ultime notti a Palermo… incrocio le dita 🙂

  • Rispondi marzo 20, 2018

    Valentina

    Da Palermitana ormai lontana dalla sua terra ti faccio i complimenti!! Il cuore di Palermo c’é tutto, certo si potrebbe continuare…ma l’inizio é eccellente!

    • Rispondi marzo 21, 2018

      Elena Braghieri

      è sicuramente arricchibile, ma prometto di farlo nei prossimi viaggi: ogni suggerimento va prima testato personalmente dalla sottoscritta! 🙂

  • Rispondi marzo 25, 2018

    Davide

    ti manca l’esperienza di Don Ciccio (trattoria Don Ciccio,via del Cavaliere 87 Bagheria 091 932442,obbligatorio prenotare)…consiglio il calamaro ripieno, è l’ultimo posto dove ancora riesci a mangiarlo in original…

  • Rispondi aprile 9, 2018

    Mara

    Ciao Elena!
    Userò la tua guida per il prossimo weekend. Grazie!

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