Caro Babbo Natale [2015]

Caro Babbo Natale,

mi perdonerai, quest’anno non sono motivata.

Non ho fatto l’albero: ho addobbi bellissimi chiusi in tre scatoloni in cantina, ho un albero sintetico con un solo anno di vita, eppure niente, ogni volta che ci penso mi viene una botta di nostalgia. Ho solo comperato bacche rosse e una coroncina dell’Avvento che mi ricorda i mercatini dell’Alto Adige: le stelle luminose invece restano accese tutto inverno, prima e dopo Natale, a scaldare l’atmosfera per quando rientro a casa.

Non ho fatto una lista di regali: perché i regali più belli li faccio senza ricorrenze.

Li faccio quando passo da una libreria e penso che quel libro lì piacerebbe tanto ad Andrea. O quando devo scartare un cappotto che non mi entusiasma più e che so che entusiasmerebbe ancora Lucia. Li faccio quando Stefano mi dice che sta finendo il profumo e non voglio che resti senza, o quando Serenella mi dice che vorrebbe venire con me al concerto di Cremonini. O quando il mio armadio ha troppi maglioni grigi, e l’armadio di mamma non ne ha abbastanza.

Arriverò al 24 sera con dei regali poco fantasiosi, sintomo del mio mancato entusiasmo.

Mi siederò a tavola il 25 e so già che guarderò fissa quella sedia vuota, perché se anche è passato un anno e mezzo nonna manca come se fosse ieri.

Però una lista di desideri ce l’ho.

Non è facilissima da esaudire, ma io te la scrivo, caro Babbo Natale. Va bene anche se ti attivi con l’anno nuovo.

  1. Vorrei poter avere la certezza di non perdere un’amicizia meravigliosa. Di quelle nate a duecento all’ora, che continua ad alimentarsi di spunti di bellezza e di cultura e di comprensione reciproca. Che se anche non lavoriamo più vicini, sapere che siamo vicini col cuore non mi fa mai sentire sola.
  2. Vorrei le famose 4 sedie nuove per il tavolo del flat. Se non hai voglia di sbattimenti, 4 Eames Plastic Side Chair DSR vanno benissimo. E se nel fattempo riesci anche a rivendermi ad un prezzo decente le 4 sedie in pelle testa di moro da scartare, sei uno spettacolo.
  3. Vorrei ritrovare la voglia di correre, solo per prendermi cura di me stessa (e anche un po’ per portare a termine la prossima We Run Rome)
  4. Vorrei riorganizzare meglio la parete del flat dove ora è appoggiata una Expedit piena di libri: una soluzione così provvisoria, quella della Expedit, che dura da ormai 7 anni (perché sono pigra e anche perché compro troppe scarpe).
  5. Vorrei una catena d’oro, di quelle sottili e no logo, perfette sopra un dolcevita come sopra una tshirt. Una catenella a cui appendere ricordi e promesse.
  6. Vorrei un po’ di riconoscenza. Non tanta, non urlata. Quel minimo sindacabile che basta a gratificare un cuore semplice che cerca di fare sempre il proprio dovere con tutte le energie possibili.
  7. Vorrei una camicia di seta, morbida e over, la versione elegante della copertina di Linus, di quelle che le metti e ti senti subito figa anche nelle giornate più storte.
  8. Vorrei qualche giorno da sola in Sicilia. Da sola, ma con la mia macchina fotografica, per ritrovare un po’ di pace interiore e riempirmi occhi e cuore di bellezza (la Sicilia barocca, ma pure un weekend lungo di inizio estate a Filicudi)
  9. Vorrei un po’ più di self confidence, quella che avevo fino a pochi mesi fa, e che ora se n’è andata insieme ad una storia d’amore in cui ho creduto fino all’ultimo.
  10. E infine, vorrei un amore nuovo: che sappia restituirmi un decimo dell’amore che so donare, che sia fiero ogni volta che mi guarda negli occhi, che sia adulto e libero e che mi lasci adulta e libera, e che sappia apprezzarmi anche per quanto so essere rompicoglioni quando mi ci metto.

Come sempre chiedo tanto. Non ti preoccupare, caro Babbo Natale: per la parete della libreria posso aspettare ancora un anno.

7 Comments

  • Rispondi novembre 30, 2015

    Simone

    Punto 8 – la mia mirrorless l’ho presa per “assomigliarti” ?
    Punto 10 – ti meriti un Amore enorme di quelli da togliere il fiato … perché ho il serio dubbio che tu sia una immensa rompicoglioni ? motivo per quale sei adorabile ?

  • Rispondi dicembre 2, 2015

    Davide

    Caro Babbo Natale
    soddisfa almeno una (magari due o tre) delle richieste che Elena elegantemente ti rivolge.
    Rinuncio volentieri ad uno dei miei regali che mi avevi promesso (magari all’auto nuova, o l’ultimo giubbotto in pelle di cervo di Gucci, alle sedie nuove….) e giralo volentieri ad Elena.
    Tanto nessun regalo che potrei ricevere sarebbe meglio del sorriso che Elena potrebbe ritrovare e poi donare a noi tutti.
    P.S. fai particolarmente attenzione al punto 10)……

    Grazie
    tuo devoto

    Davide Maestri

  • Rispondi dicembre 3, 2015

    nicoletta

    Caro Babbo Natale e Cara Elena,
    compagna di demotivazione natalizia e di struggimento doloroso per chi non è più con noi,
    in questo periodo senza liste di regali, con pochissima voglia di addobbi e con la decisa sensazione che Dicembre sarà senz’altro un mese crudele, spero, con tutto il cuore, che nonostante tu compri troppe scarpe e che le tue soluzioni temporanee siano un tantino troppo definitive, spero, dicevo, che nella tua vita arrivi il batticuore vero, le farfalle nello stomaco e soprattutto la solida spalla che una “rompi” come te, so per certo si merita davvero…
    io nel frattempo dall’alto del mio cuore accartocciato, faccio il tifo per te e mi consolo con le tue foto e e le tue parole che mi fanno compagnia anche quando solo alzarsi dal letto è un’impresa a dir poco titanica.
    Con affetto
    Nicoletta

  • Rispondi dicembre 6, 2015

    Veronica

    Caro Babbo Natale e carissima Elena, io, per questo Natale condivido la mancanza di motivazione, come te. Qui è’ tutto un fiorire di stelle e luci e alberi, io non me la sento proprio addosso quest’atmosfera. Vado in giro per le strade e nei negozi con il magone sempre in agguato e la lacrima facile, come adesso mentre scrivo. Non ho più una famiglia a cui tornare, la mia famiglia, l’unico dono che vorrei e che non posso avere. Non avrò un tavolo a cui sedermi e sentirmi a casa, quell’impazienza di bambina nell’aprile i regali, nel preparare la tavola. Due sedie vuote. Auguro a te, cara Elena, e a me di ritrovare un po’ di pace, un po’ di serenità, niente scarpe e borse firmate quest’anno, niente che possa risollevarmi, se non la vicinanza di chi ci vuole bene davvero.

  • Rispondi dicembre 9, 2015

    Carola

    Stasera ti leggo per la prima volta , sto conoscendo una Elena diversa ( ti seguo su insta) che mi piace se possibile ancor di più ! Condoglianze per la perdita della tua cara nonna …

    • Rispondi dicembre 11, 2015

      Daniela

      Cara Elena, sicuramente una lista pretenziosa….Ma possibile. Non rinunciare ad nuovo paio di scarpe, vorrà dire che libreria e sedie arriveranno con un po’ di ritardo. Le piccole soddisfazioni o coccole, ci aiutano ad essere felici un pochino tutti i giorni.
      In questo periodo la nostalgia delle persone che abbiamo tanto amato e che non ci sono più diventa prepotente e dolorosa. Il mio pensiero corre alla mia infanzia ai meravigliosi Natali in famiglia …tanta gioia da adulta non l’ho più provata. Ho un amore bellissimo e una figlia fantastica. Per loro ogni anno cerco e ricreo lo spirito natalizio.
      Ti auguro di amare, tanto. Di essere amata, tanto. Buon Natale

  • Rispondi ottobre 10, 2016

    Sara

    Cara Elena, é tutto cosí vero e denso! Viva la Vita che ci ammacca a volte e altre ci cura. Viva il tuo modo di sentire e vedere e scriverne. Grazie Elena!

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