Influencer lo dici a tua sorella.

“Chi sono davvero gli influencer? Cialtroni. Di dimensioni cosmiche. Convinti di poter vivere di vuoto social, di selfie e di markette”.
Se Domenico Naso, su Il Fatto Quotidiano, voleva provocare, ci è riuscito.
E’ anche vero che, personalmente, covo un gran malumore nei confronti della categoria alla quale – così dicono – appartengo.
Non nego che ci siano influencer come quelli descritti nell’articolo – che sarei curiosa di sapere CHI influenzano -, e sono d’accordo che tutto il giro del fumo sia in gran parte alimentato da chi fa lavorare questi influencer (agenzie di comunicazione superficiali, uffici stampa di brand incapaci, locali che offrono cene per avere presunta visibilità), ma non ho mai amato fare di tutta l’erba un fascio.
Ecco perché voglio raccontarvi che ci sono anche altri influencer.
Sono quelli che un lavoro ce l’hanno: un lavoro che, spesso, non ha nulla a che fare con il web e i social media.

Che hanno una passione spropositata per il bello, e lo vogliono condividere con altre persone convinti che il bello generi bello.

Che non hanno l’ansia di aumentare follower: hanno capito esattamente quali contenuti funzionano e quali no, ma se ne fregano e li pubblicano entrambi ugualmente.

Che dicono di no alle agenzie che vogliono fare una collaborazione, se la collaborazione non rientra nelle loro corde: e “no” significa il più delle volte non solo rinunciare ad un compenso, ma inimicarsi anche l’agenzia che non ha capito che non avrebbe tratto vantaggio da una marketta non “sentita”.

Gli altri influencer sono quelli che le vacanze se le pagano tutte, e nonostante se le paghino tutte le raccontano così bene che fanno venire voglia a chi li segue di rifare lo stesso tour.

Sono quelli che vanno alla ricerca di posticini nuovi dove andare a cena, e mentre il resto del mondo pubblica le foto nell’ultimo locale super cool (presumibilmente perché l’agenzia di comunicazione ha organizzato una cena solo per influencer con menu strafigo e trattamento da mille e una notte), loro parlano di pasta e fagioli e brasato con polenta nell’osteria milanese appena scoperta.

Sono quelli che mostrano i vestiti che si sono comprati a prezzo intero esattamente con lo stesso impeto con cui mostrano i vestiti regalati dai brand: e, per la maggior parte delle volte, la differenza tra acquistato e regalato non si nota, perché se una scarpa fa schifo non la fanno manco vedere, sui loro canali social (e il più dei casi la rimandano all’agenzia che gliel’ha omaggiata).

Sono quelli che non hanno paura di fare la voce fuori dal coro, pur sapendo che una fetta del mondo influencer/agenzie li segnerà nel libro nero.

E infine, sono quelli che agli eventi, non sapendo con che titolo presentarsi, si presentano così: “Piacere, sono Elena, lavoro in assicurazione da più di 15 anni”.

Le auguro di trovare anche qualche esemplare di questa categoria, caro signor Naso. Vedrà che gli influencer le staranno più simpatici 🙂

9 Comments

  • Rispondi aprile 21, 2016

    noemi

    Un avverbio: finalmente.

    • Rispondi aprile 21, 2016

      Elena Braghieri

      🙂

  • Rispondi aprile 21, 2016

    giuseppe

    • Rispondi aprile 21, 2016

      Elena Braghieri

      Sulle parole “Il Fatto quotidiano” si apre il link, non l’hai visto?

  • Rispondi aprile 22, 2016

    Lory78co

    Non seguo molte persone e credo che ben presto si capisca chi è sostanza e chi no, alla fine è facile anche premere non seguire più.
    Di sicuro tu sei sostanza!
    Comunque non è proprio un grande articolo quello di Naso… non so se ha ben capito il fenomeno.. Ma ha fatto aprire una discussione interessante anche su Reddit!

  • Rispondi maggio 30, 2016

    Marsia

    Mi piace il tuo pezzo, mi immagino che tu lo abbia scritto di pancia, di impeto e per questo due volte bello. L’idea di essere una persona influenzabile mi deprime come coloro che influenzano una massa di pecoroni senza gusto e idee proprie. Cari abbracci

    • Rispondi maggio 30, 2016

      Elena Braghieri

      Sì, scritto davvero in pochi minuti e senza filtro 🙂 Io non ci vedo nulla di male nell’essere influenzabile, lo sono anch’io spesso… l’importante è avere una propria personalità e un po’ di sano spirito critico, no? 🙂

      • Rispondi giugno 1, 2016

        MARSIA

        Assolutamente! la critica è fondamentale per la crescita. In quanto alla personalità che da fascino, tu ne sai qualcosa.

  • Rispondi giugno 1, 2016

    Lisa

    Brava!!! avanti dritta, tutto il resto è solo rumore =)

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