“Come sei bella”, mi ha detto la nonna.

Come ci si sente quando una delle certezze della vita sta per crollare?

Sono una persona fortunata: ho potuto godere dei miei nonni materni a lungo. Ho perso il nonno Nini tre anni fa, un venerdì notte di inizio febbraio, ed è stato un evento così traumatico che a distanza di tempo ancora non me ne faccio una ragione. Perché i nonni sono immortali, e solo chi ha avuto la fortuna, come me, di godere del loro affetto, sa che vuoto immenso lascino quando volano in cielo.

Della incredibile storia d’amore tra nonno Nini e nonna Tina non mi dilungo. Dico solo che, se per trovare l’uomo della mia vita “te lo dobbiamo costruire” [cit. mia madre], è anche un po’ colpa del nonno, un gentiluomo tutto d’un pezzo con gli occhi azzurri come il mare, una determinazione incredibile e un amore smisurato nei confronti della sua donna, anche a distanza di anni [sì, esistono anche in carne ed ossa, gli uomini così. E sì, li sto ancora cercando].

Nonna Tina è uno scricciolo di 93 anni, Nonna Tina è una roccia di 93 anni. Nonna Tina mi ha trasmesso l’amore per la cucina, mi ha insegnato a fare il risotto coi fagioli borlotti, le cosce di pollo alla birra e le melanzane al latte. Mi ha insegnato ad attaccare i bottoni, ha cercato di insegnarmi a fare gli orli, mi ha fatto capire la differenza tra un banale cotone, un piquet di cotone e un sangallo.

Potrei sfinirvi di cose belle che mi ha regalato in 38 anni, ma anche no.

Nonna Tina stava bene, fino a due settimane fa. Poi è crollato il mondo addosso a lei, e a distanza di 60 km è crollato anche addosso a me. Era un giovedì sera, stavo per entrare nel Nike Store di Gae Aulenti per la solita corsetta coi Red Snakes. La telefonata che non avrei mai voluto ricevere. Nonna era stata male, e non un mal di stomaco, non un mal di testa: nonna era stata male male.

Ho passato quelle ore in una campana di vetro. Correvo in un limbo, con Ale al mio fianco che cercava di non lasciarmi sola perché vedeva il terrore nei miei occhi. A fine allenamento me ne ero andata via senza salutare nessuno, mi ero chiusa in casa e avevo versato lacrime per tutta notte.

Ero pronta a prendere a calci nel culo chi mi avrebbe detto le solite frasi del cavolo, “eh ma è anziana, ormai la sua vita l’ha vissuta”: palle, tutte palle. Le persone speciali non hanno età, non hanno durata, non hanno scadenza. O, forse, non siete stati così fortunati a ricevere lo stesso amore sconfinato che ho ricevuto io.

Vivo in un mondo ovattato da 2 settimane. Faccio fatica a interessarmi di scarpe e borse e abiti. Chiamo mia madre, in ospedale da lei, 20 volte al giorno. E se per una mattina non sento la voce fioca di nonna al telefono penso già al peggio.

Ma soprattutto: faccio fatica ad essere indulgente verso chi non mi sta vicino come avrei voluto. Perché è tanto bello starmi vicino quando sono felice e contagiosa, quando faccio sessioni infinite di shopping, quando elargisco i miei piccoli privilegi a chi mi sta accanto. Bello eh? O forse dovrei dire: comodo.

Meno comodo è guardarmi con gli occhi pieni di lacrime, o ascoltare le mie parole tristi senza attaccarsi all’iPhone mentre sto parlando, o mandarmi anche solo un whatsapp che dica “ehi tesoro, ci sono, ti voglio bene”. Meno comodo è ricordarsi che quando non ero io, a stare male, io c’ero, a sostenere chi stava male. Ma forse la memoria lava via i momenti tristi e chi c’era accanto nei momenti tristi.

E così ho ripreso a correre, anche fuori dagli allenamenti dei Red Snakes. Ho ripreso a farmi corteggiare dal Sempione al tramonto, un tramonto tardo, con un sole accecante e un sacco di zanzare. Ho ripreso a dire “Piano, Ludo” perché con tutte le contratture che ho accumulato faccio una fatica enorme, come se dovessi ricominciare da zero: e Ludo è sempre al mio fianco, con una pazienza e una dolcezza disarmanti.

Ma là, su quel viale largo che taglia in due il Sempione, per quella mezz’ora di corsa, tutto assume un’altra dimensione, gli amici ingrati diventano persone da non cercare più, e la nonnina adorata mi sorride, come ha fatto sabato quando sono andata a trovarla, piccola e fragile in un letto troppo grande, e “come sei bella”, mi ha detto, con gli occhi pieni di un amore che nessuno mai.

40 Comments

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Benedetta

    Sto vivendo gli stessi momenti. Non so dirti quanto mi colpiscano dritte allo stomaco le tue parole.
    Peró grazie per avermi fatta sentire meno sola.

    • Rispondi luglio 1, 2014

      Carmen

      Che dire: solo si, le certezze crollano; eccome se crollano, ma resta l’amare “come nessuno mai” , che, in fondo, ora, non lo vediamo (che ci son dentro anche io) non lo sentiamo, ma che resta: è tuo ed è potente quanto non sai, se non percepito appena nella tua notte di lacrime.
      Anche io ricordo l’ora, il giorno, il luogo e cosa stavo facendo e pensando: alle undici, sotto casa mia, sul marciapiede, adavo in pausetta caffè, ero “spensierata”: una telefonata al cell…e tutto frantumato. Le ingratitudini affiorano come “cocci aguzzi” che ti feriscono ma non vale, così no vale: cerca potentemente le gratitudini che ci sono e aggrappati: io a volte ci riesco a volte no… mi sale un rabbia furiosa e poi di nuovo la lotta con le lacrime: veramente quando vuoi io sono qui… non so che altro dirti

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Fabiola

    Non ti conosco, se non attraverso le tue parole e le tue foto. Eppure ti capisco. No, non ho vissuto quello che stai vivendo tu, ma sono terrorizzata dall’idea di quando capiterà a me. Letteralmente.
    Non posso fare altro che mandarti un abbraccio, seppur virtuale. Ma forte forte, eh!

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Chiara

    Cara Elena, non posso che dire, ti capisco, non ti conosco, ma capisco il tuo stato d’animo, le tue paure e le tue angosce. Io ho perso il nonno di 90 a dicembre 2011 e la nonna, stessa età, febbraio 2012. Dopo 60 anni insieme lei si è lasciata andare e ha lasciato noi. Ancora oggi non posso parlarne senza piangere, perché i miei nonni sono stati come i miei genitori, sono cresciuta con loro e sapere di non potere più sentire le loro voci mi distrugge. Ma è la vita, fa schifo, ma è così, non lo accetto, ma me ne faccio una ragione. Coraggio Elena, ti posso dire solo questo.
    Un abbraccio.
    Chiara

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Ely75

    Tesoro,solo chi come noi ha avuto la fortuna di crescere con dei nonni fantastici può capire quello che stai vivendo tu e quello che ho vissuto io sei anni fa, quando la mia nonna Cecca se n’è andata ….eravamo entrambe in ospedale io pian terreno che davo alla luce la mia Vittoria e lei al secondo piano dove la sua luce si stava spegnendo….sn passati sei anni ma lei mi manca cm se fosse il primo giorno…. ti sn tanto vicina e ti abbraccio forte…ricorda loro saranno sempre con noi!!! ely

  • Rispondi luglio 1, 2014

    claudia oliveri

    il dolore è una cosa che allontana le persone perché hanno paura …io in questi giorni ho papà in ospedale … ho chi mi è vicino ma comunque voglio tenermi il dolore dentro per preservarlo dalle delusioni di chi non coglierebbe … in bocca al lupo

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Greta

    Ti capisco, anche io ho avuto la fortuna di crescere con i nonni. Poterlo fare è il dono più grande del mondo. Quando mio nonno è volato via qualche anno fa si è portato via un pezzo di me e non passa giorno che non pensi a lui e che non mi manchi la sua voce. Mia nonna è ancora qui, ma anche lei (98) è stata male e ogni volta che sento mia mamma ho l’ansia che mi dica che è successo qualcosa. Scusa lo sproloquio…solo per dirti che davvero ti capisco e ti sono vicina con il cuore. Un abbraccio grande!!

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Laura

    Ti voglio bene – perché sei riuscita a scrivere quello che mi stava dentro il cuore e perché il tuo amore è infinito.

    Forza , tanta forza

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Brunhilde

    I nonni e le nonne sono sacri, fanno parte dei tesori più puri della vita, e pochi sono così fortunati da esserne accompagnati per più di pochi lustri. Invidio tutti i miei coetanei o quasi (ho 39 anni) che ancora possono scambiarci parole, sguardi e, soprattutto, abbracci.
    Come è bello anche dall’altra parte, immagino, vederci crescere ed andare per la nostra strada.
    Vi auguro ancora tanti e tanti sorrisi.

  • Rispondi luglio 1, 2014

    LaMarti21

    Il tuo racconto mi ha fatto riempire gli occhi di lacrime, l’affetto dei nonni l’ho vissuto per molto poco, i nonni paterni abitavano (e la nonna abita tutt’ora) lontano quelli materni mi sono stati strappati via troppo presto ma il ricordo di mio nonno Giovanni è ancora vivo e acceso in me. Ricordo i pomeriggi che passavamo insieme, quando veniva a prendermi a scuola, quando giocavamo a carte con 500 lire nel piatto, quando mi è stato detto da mia mamma: “Il nonno non c’è più” e io non ci credevo, perché fino al giorno prima avevamo giocato insieme e io non capivo…da quel giorno sono passati 23 anni,ma ancor oggi non mi capacito del perché sia dovuto andare via così presto, che io di lui avevo ancora bisogno!
    Ho scritto un poema, scusa, tutto ciò per dirti che ti sono vicina e ti abbraccio forte forte!!!
    Martina

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Meggie

    Io il mio nonnino l’ho perso quasi un anno fa: io non sono stata fortunata quanto te, perchè noi eravamo lontani, a che se non con lo spirito. Era della stessa classe della tua nonna, e non intendo solo l’età. E anche io non ho trovato conforto nel fatto che fosse anziano; per di più se ne è andato nel giro di pochi giorni ed io ero ancora più lontana e non sono potuta andare a salutarlo. Ma dentro mi porto la sua voce dolce e i suoi occhi pieni di tenerezza; e anche se questo non ne allevia la mancanza, é vero che il ricordo aiuta a non farlia andare via mai.
    Un consiglio, se già non lo conosci: Diario di un dolore di C.S. Lewis

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Sara

    Ci siamo anche noi Elena… Che pur non conoscendoti ti vogliamo bene… E siamo tantissime! Un abbraccio

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Giuliana

    Non ci conosciamo, ti ho scoperta quando già ero lontana da Milano, ma sei quella che mi manda gli angioletti di Sant’Alessandro per non farmi dimenticare quanto amo quella città.
    Come me corri con il cuore e perché fa bene al cuore, più che per il tempo.
    Apprezzo i sorrisi, il tuo stile, gli spunti.
    La mia prozia Giannina era per me come la tua nonna, non sai in quante delle cose che hai iscritto mi sono riconosciuta.
    Dopo 10 anni mi manca ancora tantissimo.
    Chiama anche 30 volte al giorno se 20 non ti bastano, non ti vergognare delle lacrime e valla a trovare più che puoi.
    Tieniti stretta chi davvero ti è vicino sempre e comunque e per gli altri ora saprei qual è davvero il loro posto.

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Manuela

    Cara Elena,
    Io non ho mai avuto i nonni, un affetto che dicono essere meraviglioso e che non ho avuto la fortuna di ricevere.
    Ma ho perso mio padre sei mesi fa, quindi conosco bene il vuoto di cui parli. È il mio pane quotidiano.
    Perché un padre, come sicuramente un nonno o una nonna, non è un fidanzato che puoi lasciarti alle spalle con un “chiodo scaccia chiodo”. Sono amori immortali. Amori che rivivranno per sempre ad ogni battito del cuore.
    E di fronte a tutto questo ci ritroviamo soli, perché come hai ben detto tu è più facile affiancarci in una sessione sfrenata di shopping che quando ci svegliamo in piena notte disperate su un cuscino intriso di lacrime.
    Prego tanto per la tua nonna, intensamente, e per quello che può importarti ti sono davvero vicina.
    Con affetto,
    Manu D

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Stefania

    Forza Elena. Un silenzioso abbraccio virtuale a te e alla tua GRANDE Nonna.

  • Rispondi luglio 1, 2014

    Sara

    Come hai ragione … il dolore, purtroppo , allontana . Ma diffidare di chi teme il dolore: fa male, lo so, rendersi conto che sono molti a temerlo…. Un grande grande abbraccio virtuale, quello che ti possiamo dare tutte noi che siamo tante…Sara

  • Rispondi luglio 2, 2014

    rosy

    Non un solo giorno dal 14 gennaio 2008, quando mi ha lasciata, che io non abbia pensato a mia nonna Norma. Io la veneravo. Lei mi amava di un amore orgoglioso, puro e senza riserve.
    mi manca orribilmente.
    Ti abbraccio fortissimo Elena cara
    <3

  • Rispondi luglio 2, 2014

    Laura C

    Ciao Elena, il mio primo commento per mandarti un abbraccio sincero dalla Spagna.
    Hai tanta ragione. I nonni sono immortali. Il mio, a 100 anni, è andato via due anni fa e ti giuro che era l’uomo della mia vita. Mia nonna c’è ancora, a 95 anni, e anche se non ricorda più chi io sia, so che lo sa quando mi guarda… siamo state così fortunate, Elena, di arrivare a trenta e passa anni e avere ancora i nonni… Valla a trovare più che puoi, chiamala più che puoi.
    Ti sto vicino e voglio mandare un abbraccio a tutte quelle che, qui sopra, avete scritto commenti così toccanti.
    Hasta pronto, un beso.

  • Rispondi luglio 2, 2014

    Dony

    Cara Elena, è da ieri che ti penso. Penso se sia possibile soffrire per qualcuno che non si conosce, sentire di voler bene a qualcuno che stimi solo attraverso le parti di se che decide di mostrare. O forse nn soffro per te, ma per quello che le tue parole hanno risvegliato in me. Non lo so, so solo che capisco ogni parola di quelle che hai scirtto, e vorrei darti forza, coraggio e serenità.
    Non passa giorno in cui non mi addormenti dopo un pensiero ai miei nonni, e quanta malinconia.. Ti abbraccio, solo virtualmente ma comunque piena di affetto, spero tu lo possa sentire!

  • Rispondi luglio 2, 2014

    Sara

    Come ti capisco cara Elena, hai scritto di te e hai parlato anche di me.
    E hai reso meno profano il mio malcontento di notare le assenze, anche quando avrei di meglio a cui pensare. Grazie e facciamoci forza!

  • Rispondi luglio 2, 2014

    e.

    ho perso la mia nonna un anno e mezzo fa.
    una donna fantastica di 83 anni che fino a pochi mesi prima guidava fino alla Romagna da sola, usciva tutte le sere a giocare a carte, era un vortice di energia e giovinezza interiore.
    sempre sorridente, amica di tutti, bella e vanitosa nonostante gli anni.

    nel giro di 11 mesi un brutto Alzheimer l’ha resa un’altra persona , fino a farla scomparire.
    Prima sperduta, poi aggressiva e violenta, poi la perdita della voce, infine l’incapacità di parlare e nutrirsi. Da donna carismatica e positivamente ingombrante quale era, si è rimpicciolita a scricciolo di 40 kg, totalmente assente, e poi se ne è andata.

    Per me sono stati mesi atroci, di sofferenza e smarrimento nel veder una persona così importante trasformasi in qualcosa di totalmente diverso e poi andarsene per sempre.

    E raramente ho visto persone, anche a me vicine, capire cosa veramente avessi provato in quei lunghi mesi. Quelle emozioni le ho trovate in queste tue parole di sfogo.
    Ed è assurdo, non ci conosciamo, ti seguo su IG perchè a pelle mi stai simpatica, mai pensavo di leggere in tuo post un ritratto di quello che mi passava per la testa in quel periodo.

    Capisco come stai, soprattutto il terrore e il fastidio verso gli altri, verso quell’indulgenza che non arriva e verso la mancata comprensione e le frasi di circostanza.

    Le persone non sono sostituibili. Soprattutto queste donne d’altri tempi, tutte d’un pezzo che ci hanno allevato, insegnato e amato per tutta la nostra vita.

    Quindi, per quel che vale, sappi che qui, in ufficio, mi sono commossa nel legger le tue parole e ti sono realmente vicina in questo momento.

    L’amore reciproco te lo porterai nei ricordi, come sto facendo io ora.
    Come quando ricordo che lei, abbracciandomi mi diceva “Ti voglio così bene che ti sogno la notte”.

    Un abbraccio.

    e.

  • Rispondi luglio 2, 2014

    Valeri

    Tua nonna ti vuole bene, ed è Viva

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Chiara

    Ci siamo già dette tutto. Non ti chiedo tutti i giorni perchè so perfettamente che le solite domande alla lunga danno fastidio. Sai che se vuoi sfogarti puoi farlo quando vuoi…. e ricordati:
    HO IMPARATO PIU SULLE AMICIZIE NEI 5 MESI DI CALVARIO DI MIA MADRE (E NEL MOMENTO DELLA SUA MORTE) CHE IN 37 ANNI DI VITA.

    • Rispondi luglio 3, 2014

      Elena Braghieri

      a me sono bastati 10 giorni, e ogni giorno che passa forse serve a confermare che i miei pensieri sono corretti. Grazie Chia, avessi la tua forza… <3

      • Rispondi luglio 3, 2014

        Chiara

        La forza si trova. O si deve trovare. Ieri sera dopo tre giorni passati con la testa leggera per il troppo da fare all’estero come sono salita sulla mia macchina ho ripreso a piangere da dove avevo smesso 3 giorni fa. Ma le persone forti sono quelle che con un sorriso dicono sempre “Sto bene, grazie” anche quando in gola hanno un groppo fermo li da troppo tempo. Questa è di un mio collega eh……

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Maria Grazia

    Emozioni, in tutto ciò che fai, tutto ciò che scrivi..
    Anche condividendo la tua sofferenza.
    Ti sono vicina e ti sei sempre.
    Continua a sprizzare ottimismo da tutti pori.
    C’è chi ne sorride di questo.
    Maria Grazia

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Chiaretta

    Ciao Elena,
    avevo scritto un lungo commento, ma avendo vissuto anche io questi momenti so che sarebbero state parole inutili.
    Anche se non ci conosciamo, ti abbraccio forte e spero di aggiungere un mini tassello a tutto il sostegno e l’affetto che ho letto nei commenti precedenti.

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Maria Grazia

    ops!
    Mi è saltato un pezzo di messaggio, non ribadisco!
    Avrai capito il concetto 🙂

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Francesca

    Cara Elena, è davvero bello seguirti tutti i santi giorni, ci regali delle emozioni immense con la tua moda, il tuo lavoro e la tua creatività anche nello scrivere una sola frase o un #! Credo che a tante di noi piacerebbe avere il luccichio che hai negli occhi in ogni foto e la fortuna che hai per il tuo magico lavoro che spesso mi fa sognare.
    Non sembra vero che tu possa star male per quanto bella dentro sei e per tutto quello che di bello ci dai ogni giorno, non ci conosciamo ma con il cuore ti siamo tutte vicine, oltretutto ti dobbiamo qualcosa anche noi, il nostro affetto come ringraziamento per quello che tu dai a noi in ogni foto, in ogni frase, in ogni emozione che vivi, GRAZIE ELENA sii forte❤️

  • Rispondi luglio 3, 2014

    Sara

    Cara Elena, ti abbraccio forte.
    Ti sono grata per la positività che esprimi e che assimilo, pur non conoscendoti di persona, tutti i giorni tramite i tuoi profili.
    Non affliggerti per chi non ti capisce, chi si comporta così vede solo metà della tua storia.
    Tanti pensieri felici per te, l’amore con cui sei cresciuta non ti abbandonerà mai!

  • Rispondi luglio 7, 2014

    michela

    Perchè non sei andata a trovare tua nonna?

    • Rispondi luglio 7, 2014

      Elena Braghieri

      scusa, dove l’hai letto?

    • Rispondi luglio 7, 2014

      ariel_laura

      Perdonami, ma trovo la tua domanda davvero poco opportuna. Innanzitutto, se leggi il post fino in fondo (cosa carina e consigliabile, prima di lasciare un commento) leggerai la risposta alla tua domanda. Per altro, penso che Elena non debba dar conto a noi di come e quanto dedica tempo alla sua famiglia. Spero di fraintendere le tue intenzioni, ma se il senso della tua domanda è volutamente provocatorio (della serie “visto che si fa due foto sui social proprio distrutta non è”) lascio a chi ti legge tirare ogni conclusione. Io risulterei troppo volgare.
      Mi limito a dire che a volte bisognerebbe portare un po di rispetto a chi come Elena, tramite un blog, mette a nudo la sua vita e i suoi sentimenti (e non solo i suoi “outfit”).

  • Rispondi luglio 7, 2014

    imma

    Hai ragione, le persone speciali non hanno età, non hanno durata, non hanno scadenza.
    Io non ti conosco, siamo due persone così distanti io e te, ma quello che scrivi della tua nonna è esattamente quello che io ho provato per 7 lunghi anni, prima di dover dire addio al nonno del mio cuore. Dunque Elena, ti abbraccio. Anche se non ti conosco, ti abbraccio. Perchè gli abbracci sono universali, e fra donne sono ancora più belli.
    Forza nonna di Elena.
    I.

  • Rispondi luglio 7, 2014

    Sandra

    Ele, giuro, ho pianto. Vissuto la stessa angoscia per due anni di fila, prima volta il nonno, la seconda la nonna. Ti abbraccio con l’affetto di chi sa cosa sia l’amore di una nonna, e che razza di vuoto si vede quando si pensa di doverli perdere. #ForzaNonnaBraghy

  • Rispondi luglio 13, 2014

    fab

    Niente al mondo mai come le nonne.
    Niente in vita mai come le nonne.
    Guardiane dell’Essere, di tutte le Primavere e di tutti gli Inverni.
    Nessun posto all’Universo nutre la fede e la speranza come il seno della propria nonna.

  • Rispondi luglio 27, 2014

    annabella senatore

    non è una frase fatta, il pensiero che di seguito leggerai:tu sei bellissimissima dentro!!! ti comprendo e ti capisco, io, in questi giorni sto un po’ maluccio perchè il 24 luglio è il compleanno di mia nonna Anna che manca con quegli occhioni azzurri come il cielo come il mare dal 1994 e perchè il giorno del mio onomastico da quando lei non c’è più è diventato un giorno meno degli altri.

  • Rispondi agosto 1, 2015

    Davide

    Ciao, anche a me è capitata la stessa cosa nel gennaio del 2014. Dopo un anno e mezzo dalla perdita, noto che tutto è cambiato, in peggio ovviamente.
    Penso sempre a lei (mia nonna) a tal punto da nn riuscire piu’ a godermi la vita, ecco come mi sento.
    Se posso: come mai hai messo il tramonto nello sfondo?

  • Rispondi settembre 6, 2015

    Caterina Fuzzi

    Confermo: “i nonni sono immortali” . I miei sono dipartiti da più di vent’anni, ma non c’è volta in cui sentendo parlare di nonni io non provi un’emozione intensa e dolcissima.

  • Rispondi agosto 4, 2016

    Evelin

    “Le persone speciali non hanno età, non hanno durata, non hanno scadenza”…GRAZIE…perché sono solo queste le parole che vorresti sentire e che vorresti dire o meglio gridare dinanzi certi commenti…e leggerle,per di più in grassetto,è stato come ricevere una carezza sul cuore…grazie per il coraggio che hai avuto di scriverlo al mondo a caratteri cubitali! In quel luglio 2014 durante il quale tu scrivevi della tua nonnina…io avevo perso da un anno il mio caro nonno paterno e, sapevo che di lì a poco, la mia bocca non avrebbe mai piu’ emesso il dolce suono della parola nonno,perche’ un mese dopo avrei perso anche il.mio altrettando caro nonno materno.Non sapevo,invece, che mi sarei ritrovata due anni dopo a piangere ancora per loro e per la terza grande perdita… in questo triste luglio 2016 mi ha lasciato anche la mia amata nonna materna, la mai forza, il mio sole, anche se di anni ne aveva 86 e anche se la sua vita ormai l’aveva vissuta…ma un pezzo di quella sua vita (che, poi non è altro che la mia vita sino a un mese fa) li ha vissuti insieme a me… e a me manca. Si anche gli anziani nonni possono mancare, possono mancare i loro occhi, i loro sorrisi, i loro abbracci,i loro consigli, perché non hanno scadenza. Grazie Elena per averlo scritto.

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