Donne (che vogliono correre) senza paura

Ci sono situazioni che mi fanno sentire al sicuro.

Mi sento al sicuro quando vado in uno dei miei posti del cuore – per una cena, per una passeggiata, per respirare aria di casa. Mi sento al sicuro quando infilo le mie scarpette da corsa e sgambetto. In malo modo, come faccio io, ma con il sorrisone perenne stampato in faccia (quello per cui mi sono guadagnata dei simpatici “cazzo ti ridi” sotto alle foto delle gare). Perchè, e lo ripeterò fino alla noia – qualcuno si è già annoiato mesi fa di sentirmelo dire – quando corro sono felice. E’ il potere della corsa: ridimensiono i problemi, accantono le ansie, lenisco le tristezze.

E quante volte, non avendo compagni di corsa, me ne sono andata da sola. Che poi se corri al Sempione non corri mai davvero da solo. Ma sui Navigli è già diverso. Ma a Favignana, all’alba, quest’estate, c’ero solo io, sulla strada verso Scalo Cavallo. E mi sentivo leggera e protetta.

Quello che è successo qualche giorno fa a Irene è orribile. Io non conosco Irene, non so perché corra, non so se anche lei come me abbia il sorrisone perennemente stampato in viso. Ma mi piace pensare che anche lei, come me, si sentisse leggera, quando si è fermata a bere alla fontanella di ritorno dal suo allenamento sui Navigli. Solo che al mondo ci sono dei mostri. Ci sono esseri ignobili che di professione rovinano la vita a persone innocenti.

E anche quell’attività che poteva essere spensierata, soprattutto se praticata in pieno giorno, in questi giorni qui a Milano perde ogni sicurezza.

Ne parlo con amiche runner – quasi tutte runner vere, mica come me. Siamo tutte piuttosto scosse. Cosa fare nel nostro piccolo?

Le amiche di Irene hanno organizzato, per domenica prossima, una corsa, proprio dove l’ha fatta Irene nel suo giorno sfortunato. Ci si trova di fronte alla Canottieri Milano, alle ore 12, e si corre insieme fino alla fontanella dove è successo tutto. L’iniziativa è nata silenziosamente su Facebook, e sta raggiungendo adesioni mai pensate. Non importa se non si corre: si può partecipare in bici, a piedi, in monopattino. Ma partecipare è necessario. E’ il primo passo per sensibilizzare chi ci sta attorno.

Io, domenica, alle 12, ci sarò.

Ci sarò con la Ludo e con tutte le persone che vorranno unirsi. Ci sarò indossando qualcosa di bianco, come ci è stato chiesto di fare. Donne senza paura.

Il 25 novembre sarà anche la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: star internazionali si stanno già mobilitando per dare il loro contributo.

Anche la mia adorata Stella Mc Cartney, che supporta la Kering Corporate Foundation nella lotta contro la violenza sulle donne, ha creato per l’occasione  una spilla in edizione limitata: ne ho recuperate alcune, domenica sarà l’occasione per mostrarle [amiche, non le ho per tutte… facciamo che le prime che incontro saranno più fortunate!]

A domenica, ore 12, Canottieri Milano.

#donnesenzapaura

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Foto copertina © Massimo Bianchi

2 Comments

  • Rispondi novembre 5, 2014

    Cristina

    Ciao,
    io corro spesso con i ragazzi (Red Snakes) e mi piacerebbe partecipare con voi a questa manifestazione! La scopro ora dal tuo Blog che seguo spesso!!Bello! Complimenti! Soprattutto da fashion addicted!!!Ma complimenti anche per le foto!!Sono ignorante in fatto di fotografia, ma apprezzo chi ha qs dono!!!
    Dove vi trovate domenica??Io purtroppo ho un grosso limite, non sono su Facebook!Sono su Twitter, ma non è la stessa cosa…
    Grazie
    Cristina (Cri)

  • Rispondi novembre 7, 2014

    Serena

    Io ho “imparato” a correre su quella ciclabile del Naviglio. Nei momenti di particolare ispirazione atletica arrivo fino a Corsico, passando proprio di fronte a quella fontanella. E’ uno dei miei punti di riferimento. Per me quello è un percorso terapeutico: dritto e piatto, devi solo pensare alla fatica e alla soddisfazione di fare un metro in più. Da quel giorno c’è qualcosa in più a cui pensare. E’ uno dei miei posti del cuore e non bisogna darla vinta a chi rovina vite e luoghi.

    Forza Irene.

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