L’essenziale

E’ un esercizio faticoso, per noi donne, passare dalla maxi bag di Mary Poppins alla mini bag che più mini non si può.

E mica tutte ci riescono. Perchè, diciamocelo: la maxi bag è rassicurante.

Ci metti dentro la casa: portafogli [più grandi di qualsiasi minibag] strabordanti di tessere fedeltà e scontrini inutili, trousse piene di trucchi che nemmeno per la serata di Halloween, mezza farmacia perchè sia mai cosa può succedere in quelle ore in cui sei fuori casa, agende quaderni blocknotes che non userai mai da quando hai l’iPhone ma che sono lì perchè mettichedevosegnarmiquestopensiero, portaocchiali senza occhiali, auricolari, mazzi di chiavi come se abitassimo alla reggia di Versailles. Io ci tenevo dentro anche dei biglietti di Natale per i momenti di nostalgia, per dire.

Poi si passa alla misura media. E ok, il portafogli in formato A4 ci sta ancora, ma magari riduciamo la trousse, magari le agende anche no, solo un quadernino piccolino. Magari ci portiamo solo due Moment ritagliati dalla confezione formato famiglia. E facciamo che le chiavi della macchina le lasciamo a casa, se ci spostiamo coi mezzi.

E infine lei. Quella che ti obbliga a dire: ma io, da quando esco di casa alle 8.30 del mattino a quando rientro [mai prima delle 19, e spesso mai prima delle 24], che cosa uso veramente?

Uso dei soldi. Veramente, uso molto il bancomat. La carta di credito mi serve se a metà mattina ho il raptus dell’acquisto online, o se sono a fine mese e il bancomat mi fa la pernacchia. Qualche monetina per il caffè la mattina. E la Fidaty dell’Esselunga, che è un po’ come il raptus dell’acquisto online: quando ti piglia ti piglia. E il resto delle tessere? Tanto carine eh, ma da Sephora basta dare il nome, e la tessera te la ritrovano sul loro pc. Lo stesso vale per molte delle altre tessere plastificate e alte mezzo centimetro che colleziono da anni nel mio portafoglio.

Ricapitolando: di un portafoglio formato A4 mi servono il bancomat, la carta di credito, la Fidaty, degli spicci. E ti ho già ridotto l’A4 ad un biglietto da visita: via il portafogli, dentro un portacarte.

Poi prendo i mezzi: ok, l’abbonamento dei mezzi.

Poi timbro in ufficio: ok, il badge.

Nel tragitto casa-ufficio ascolto la musica? Ok, gli auricolari – quelli dell’iPhone, però, non quelli fighissimi giganti della Bose, altrimenti non vale.

Serve altro? Gli occhiali da sole li indosso, o li metto tra i capelli.

Ah, certo, serve il rossettazzo rosso, che funziona anche da correttore, quindi non abbiamo bisogno di altro.

I biglietti da visita nuovi, che intanto sono piatti e occupano poco spazio.

Mancano solo le chiavi. Ma quali chiavi mi servono per uscire ed entrare di casa? Quattro chiavi in tutto. Il resto può rimanere a casa.

Esercizio terminato, ci sta tutto nella minibag.

E così dovrebbe essere con i rapporti.

Certi rapporti sono come le agende che ci portiamo avanti e indietro a spaccarci la spalla, ma non servono mai. Certi rapporti sono quella zavorra che ci crea insoddisfazione, che ci rovina la giornata pur non avendone il diritto, perchè in fin dei conti chi sono, certe persone, per giudicarci.

Sono stata così brava con la borsa. Ma coi rapporti la vedo molto più dura.

 

C’è sempre qualcuno a cui non andrà bene quello che fai, come lo fai, come sei.
A meno che sia una delle tre persone più importanti della tua vita, gli altri possono serenamente morire.

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Minibag Metropolis Furla; portacarte Fratelli Rossetti; rossettazzo rosso Ruby Woo di MAC.

17 Comments

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Livia

    Leggerti è sempre un ottimo modo per cominciare la giornata col sorriso!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    giulia

    ci voleva proprio questo bel post per iniziare bene questo venerdì, grazie! .

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Chiara

    Come sai sintetizzare tu, non lo fa nessuno!!! Post utilissimo per quelle, [rare] volte in cui esco dai panni della mamma con borsa da Mary Poppins annessa, e rientro in quelli della “giovincella” che esce a fare bisboccia!!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Elisabetta

    stupenda l’annotazione del rossetto/correttore, non ci avevo mai pensato ma è vero!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Fabiola

    Quel portacarte è s-t-u-p-e-n-d-o!
    E hai ragione, less is more. Anche perchè spesso, in quelle maxi borse tanto rassicuranti, va a finire che non ci ritrovo più nulla e passo i quarti d’ora a ravanarci dentro alla ricerca delle chiavi!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Masha

    Bella la citazione finale!

    • Rispondi giugno 6, 2014

      Elena Braghieri

      era uno status di facebook che avevo scritto l’altra sera, ma come sempre quando scrivo le cose su FB vanno perse, e invece qui rimangono… e ci stava tutta 🙂

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Laura

    Ma quanto hai ragione? Sulla borsa e sulla vita e davvero non so quale delle due cose possa essere più faticosa!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Anna

    Ciao,
    Una sola domanda:ma l’iPhone ci sta dentro….ogni tanto mi piace avere le mani libere.
    Grazie

    • Rispondi giugno 6, 2014

      Elena Braghieri

      ti dirò di più: io ci infilo iPhone e telefono aziendale. ci stanno!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Amanda mauri

    Ti adoro!

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Manuela

    Ragione da vendere, dalla prima all’ultima riga! Bello il portacarte 😉
    Baci baci baci,
    Manu D

  • Rispondi giugno 6, 2014

    Laura

    Ciao Elena!

    Vorrei solo sapere quando li posso comprare queste mini bags di Furla. Non vedo l’ora da mesi che ci penso

  • Rispondi giugno 10, 2014

    Sara

    Ho letto ora qui…. teacher anche di vita!!!! E’bello leggerti;-)

  • Rispondi giugno 19, 2014

    Sara

    Elena scaricati l’App Stocard per archiviare tutte le carte Fedeltà!!! Utilissima!!!

  • Rispondi luglio 27, 2014

    annabella senatore

    veramente io ho problemi sia con le mine bag che con certe persone!!!

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