Fammi incazzare: corro meglio.

Ognuno trova la motivazione dove può. Io ieri la motivazione per correre l’ho trovata in una profonda incazzatura.

Profondissima.

Così profonda che dovevo andare a correre tardi, e invece ho anticipato l’uscita dal lavoro.

Ho inaugurato gli short rossi nuovi e il bra nuovo, ho infilato le Flyknit Lunar2 che mi fanno sentire leggerissima.

Dovevo sentirmi molto figa, oltre a sentirmi molto incazzata.

“Ludo, Moni, oggi dobbiamo spaccare”.

“Spaccare” è tutto relativo, ma insomma, per me 5k sono faticosi come una maratona, per non parlare della lentezza con cui corro [disclaimer per chi non corre: uno dei parametri della corsa è il passo, ossia i minuti che occorrono per fare un chilometro. I runner veri ci mettono al massimo 5 minuti, io ce ne metto circa 7, per dire. 5 minuti per me sono fantascienza].

Questa è la stagione dell’anno in cui finisci per fare l’amore col Parco Sempione al tramonto. E’ la stagione in cui, se arrivi dopo le 18, quando le ombre si allungano e tu giri l’angolo e ti ritrovi sul viale lungo e dritto che taglia il parco a metà, pensi che non vorresti essere da nessun’altra parte, ubriaca di verde e di profumo pazzeschissimo di tigli e di raggi di sole che ti tagliano la faccia con gentilezza, senza ferirti.

Ho sgambettato forte, ieri. Abbiamo sgambettato forte. Forte significa che i primi 4 chilometri li abbiamo fatti ognuno in 6 minuti e qualche secondo.

“Ludo stiamo andando benissimo! Ludo lo senti che siamo più veloci del solito? Ludo non mollare ora, dobbiamo arrivare a quattro!”

Ludo è paziente e mai invadente. Lei corre sempre al mio fianco, mi dà sicurezza e un sacco di affetto.

Meno 500 Ludo! Adesso aumentiamo la velocità.
Meno 400… meno 300. Ludo non mollare!

Basta davvero poco per passare dall’altra parte. Due giorni prima era stato Davide a dirmi di non mollare, mentre sputavo l’anima in silenzio attorno all’arena per non fare figure di merda con lui.

Ieri  invece è stata la mia incazzatura a fare da mental coach a me, Ludo e Monica. Praticamente con gli stessi risultati di due giorni prima.

Incazzatura che ho lasciato là, ai lati del solito percorso, buttata nel fossato del castello, nascosta tra i cespugli delle aiuole.

E mi sono portata a casa il profumo dei tigli in fiore e un gran senso di liberazione, oltre a sei chilometri (quattro non erano abbastanza, alla fine ne abbiamo aggiunti altri due) fatti dignitosamente, col cuore alleggerito.

E’ questo il significato che voglio dare alle mie corse.

Non importa quanto, non importa a quanto.

Quello che conta è mettere in salvo il cuore, sempre.

 

[Foto © Andrea Schilirò]

9 Comments

  • Rispondi aprile 23, 2014

    Frenci

    Come ti capisco! Più sono arrabbiata più corro!!! Ti leggo da poco ma mi ritrovo in tanti tuoi post (quello poi tu scappi, io corro rispecchia la mia situazione attuale …)

    • Rispondi aprile 23, 2014

      Elena Braghieri

      mi sa che siamo in tante nella stessa situazione… mettiamola così: avremo un CdM da paura per l’estate 🙂

  • Rispondi aprile 23, 2014

    Fra

    Leggerti è veramente bello!
    Mi riempie il cuore, mi avvolge. Forse non sai quanto….ma aiuti.
    Molto…..grazie.

  • Rispondi aprile 23, 2014

    Frenci

    Speriamo!!!

  • Rispondi aprile 23, 2014

    antonella

    anch’io quando penso al passo dei runner veri mi vergogno un po’ dei miei 6.5 (quando sono in forma) ma corro col sorriso e questo vale più di tutto il resto! oltre al CdM aggiungerei il PdM (leggi polpaccio di marmo). ci vediamo alla WOTN! 🙂

  • Rispondi aprile 23, 2014

    Manuela

    Leggerti è sempre bello, sei una runner generosa e terapeutica 😉
    Bacione,
    Manu D

  • Rispondi aprile 23, 2014

    Letizia

    Mi piace il tuo stile di scrittura: leggero, frizzante ma profondo nello stesso tempo: un mix perfetto! Ieri ho corso quasi 5K dopo l’intervento al piede e quando stavo per fermarmi ho pensato al cdm che mi ha dato carica, grazie Elena! Baci

  • Rispondi aprile 25, 2014

    Luana

    Ti sei superata con questo post, lo adoro. Fantastica! <3

  • Rispondi luglio 27, 2014

    annabella senatore

    mettere il cuore in salvo me lo devo annotare, ricordare..

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