Instagram, tre anni dopo.

14 ottobre 2011: il mio debutto su Instagram come IT girl di Grazia.it.

Quante cose sono cambiate in tre anni? Moltissime, a partire dal mio modo di scattare fotografie con l’iPhone, per arrivare al mio modo di dialogare con le persone che mi seguono [preferisco pensare alle persone, non ai followers].

Tre anni che mi hanno arricchito a livello umano, che mi hanno fatto fare incontri meravigliosi, e che mi hanno allenato nell’esercizio della pazienza [e del “segnala per spam o contenuto offensivo”].

In modo totalmente disordinato, ecco cosa mi permetterei di consigliare a chi me lo chiede [qualcuno me l’ha chiesto?]:

  1. Racconta la storia di te stesso, non di un’altra persona. Certo, non devi raccontare proprio tutto di te stesso, ma non fingere di essere una star hollywoodiana se l’unica cosa che hai in comune è la dieta detox.
  2. Fai entrare nella tua storia chi ti segue. Un concorso, un sondaggio, un’iniziativa quale correre tutte come #teamBraghy o quale la mitica operazione #thevertigoway [nata per scherzo due anni fa e diventata ormai un’istituzione] sono tutti strumenti per avvicinarci, per risultare meno altezzosi, per annullare le distanze virtuali.
  3. Rispondi ai commenti. Niente ci rende più insopportabili di una serie di domande inevase. Immaginate di trovarvi di fianco ad una ragazza che ha un bellissimo cappotto: “Che bel cappotto, posso chiederti dove l’hai preso?”, lei vi guarda e tu-tu-tu-tu si volta dall’altra parte e va via. Ecco, l’effetto è più o meno lo stesso: non bellissimo. [3bis. Più rispondi, più ti faranno domande. Che è un po’ la regola che ancora devo imparare nella vita: più li vizi, più si abitueranno. Ci sto lavorando.]
  4. Non prenderti mai troppo sul serio. L’ironia aiuta sempre, sui social network e nella vita. E le didascalie ironiche piacciono assai [ammesso che l’ironia non sia troppo sottile, nel qual caso la capiranno in tre].
  5. Il gioco è bello finché è corto. Reinventarsi è una necessità nella vita reale, figuriamoci nella vita 2.0 dove tutto viaggia a velocità doppia, tripla, quadrupla. [che è anche un po’ il motivo per cui non c’è più il Vertigo Day ogni 28 del mese: l’adesione di massa era calata, segno che c’era bisogno di nuove idee]
  6. La fiction appassiona. Problemi di cuore, amori non corrisposti, corteggiamenti inattesi, batticuori intuiti. In mancanza di una tv, la fiction gira sui social network e tiene legati che manco Beautiful [se poi, come me, gli occhi a cuore non te li togli manco col filtro più potente, è tutto molto più semplice].
  7. La sconfitta avvicina. L’ho imparato soprattutto quando ho iniziato a raccontare le mie corse. E’ proprio con le piccole sconfitte, con gli insuccessi, con gli scarsi risultati uniti alla voglia di non mollare che ho trascinato tante altre ragazze a correre. E in fondo chissenefrega se non saremo mai delle eroe, l’importante è divertirci no?
  8. L’effetto show-off annoia. L’evento esclusivo, la vita patinata, la vacanza dopo la vacanza dopo il viaggio dopo il tour dopo il resort dopo il privé dopo il long dress dopo lo champagne. Ma anche basta: se voglio vedere queste cose seguo le sorelle Kardashian.
  9. Il carboidrato tira. Ancora non mi spiego quale sia il vero motivo: o il popolo di Instagram è perennemente a dieta – e alla vista di qualsiasi forma di carboidrato si esalta – o, forse, vince sempre il contenuto nazionalpopolare. Fatto sta che una delle foto che ha avuto più like sul mio profilo è stata la foto di un pezzo di focaccia ligure in riva al mare [una foto carina, per carità, con sfumato da diaframma apertissimo, per carità, ma le opere d’arte sono altre].
  10. Non ti curar degli account fake, ma guarda e passa [e magari banna]. Ci sarà sempre qualche stronza invidiosa con una vita molto vuota pronta a crearsi account finti – nessuna foto caricata, foto profilo mare-orizzonte-cielo, zero follower, 20 following tutti più o meno celeb – che ti insulta liberamente solo per il piacere di farlo in modo anonimo. Quando ci metterete la faccia io ci metterò il dialogo.

Che poi, in fondo, basterebbe dar retta al buon Sting:

Be yourself, no matter what they say.

 

Update: da marzo 2015 ho iniziato a camminare con le mie gambine. E sono solo elenabraghieri.

7 Comments

  • Rispondi ottobre 14, 2014

    Ilaria

    Cara Elena,
    ti seguo su instagram, da più di un anno, e adoro soprattutto la tua spontaneità: le tue foto e le tue didascalie sono sempre “giuste” e mai scontate!
    Continua così! by @setteagosto

  • Rispondi ottobre 15, 2014

    Elisabetta

    ti seguo su instagram, non avendo instagram, perché le tue foto sono sempre belle. Però talvolta mi chiedo davvero come fai a non perdere la pazienza con i tuoi follower.

    • Rispondi ottobre 21, 2014

      Elena Braghieri

      la perdo, la perdo 🙂

  • Rispondi ottobre 15, 2014

    Simone

    It takes a WOman to suffer ignorance and smile 🙂

    • Rispondi ottobre 21, 2014

      Elena Braghieri

      Sting reloaded 🙂

  • Rispondi ottobre 26, 2014

    Manuela

    Ti seguo da sempre ed è sempre un piacere 🙂
    Tanti baci,
    Manu

  • Rispondi novembre 3, 2014

    Marzia

    Ciao Elena! Anch’io ti ho scoperta su instagram e le tue foto mi piacciono da impazzire!!
    Partendo dal presupposto che le tue sono belle sia fatte da un iphone che con la macchina fotografica, perché è chi ci sta dietro alla foto che è importante, volevo chiederti però un consiglio per l’acquisto di una macchina fotografica. Sono alld prime armi e mi saresti d’aiuto. Continua così!!!
    Marzia

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