Prendetevi cura di noi.

Siamo le donne indipendenti.

Quelle che vanno orgogliosamente a pranzo da sole, a fianco ad altre donne indipendenti, sorridendosi compiaciute di aver fatto la stessa scelta.

Quelle che si comperano i fiori da sole, perché non hanno fidanzati / mariti / amanti che li regalano, e non vogliono rinunciare a un angolo di bellezza in casa propria.

Quelle che anche la vacanza se la prenotano da sole, e non perché manchino le amiche, ma proprio perché questo equilibrio solitario, oltre ad un lusso, è diventato una necessità. E a gennaio hanno già prenotato la settimana al mare di agosto [autobiograficissima].

Quelle che le terme, il cinema, il party, la mostra: tutto da sole.

Quelle che si vestono strafighe per il gusto di sentirsi strafighe [e non per piacere a chi le incontrerà], o perché vogliono alleviare l’umore nero alzandosi di 10 cm, o perché chissenefrega se è Casual Friday.

Quelle che fanno anche le visite mediche da sole, magari aiutate da due gocce di Valium per farsi passare l’ansia, ma da sole, certo, perché inutile angosciare chi ci sta attorno con le nostre paure.

Però.

Però questo non significa che non abbiamo bisogno di voi.

Significa solo che abbiamo imparato a non bloccare la nostra vita in attesa di.

In attesa di un invito a pranzo – che è ancora meno impegnativo di un invito a cena, se volete. E noi ci accontenteremmo di un invito a pranzo. Scegliete voi il posto, va bene anche il Mc Donalds. Ma invitateci [e invece vi invito io].

In attesa di un “che fai sto weekend? Facciamo xxx insieme?” dove xxx è sostituibile a piacere con una corsetta / un aperitivo / una mostra / un giro in bici macchina moto al lago in campagna al mare in città / una chiacchiera.

In attesa di un “e tu come stai? Stai bene? Sei sicura? L’altro giorno ti ho visto un po’ triste”.

Perché sì, ce le abbiamo anche noi le nostre fragilità. Bella questa vita tutta party / cena / stretta di mano / invito esclusivo. Bellissima. Il lavoro in miniera è altra cosa. Ma noi siamo le stesse che, col bicchiere di champagne in mano e sorridendo a tutti, ci stiamo chiedendo dove siete, e cosa state facendo, e se state pensando un po’ a noi, e se non ci vorreste vicine. Noi siamo le stesse che mentre facciamo una foto con l’iphone vorremmo che voi arrivaste all’improvviso da dietro e ci abbracciaste e ci faceste dimenticare quel maledetto iphone con il calore delle vostre braccia. Perché non c’è nulla di più rassicurante di un abbraccio. Perché il vostro abbraccio, che a voi costa poco o niente, per noi significa “ehi, ci sono, sono qui, puoi contare su di me. Scusa se sono un po’ assente, ma ti voglio bene, e guai a chi ti fa del male, ti proteggo io”.

Ecco, noi siamo anche questo. Siamo le persone fragili che sanno reagire, ma che non negano la propria fragilità se mostrate di prendervene cura.

E prendersene cura farebbe di voi degli uomini meravigliosi, sapete?

Proprio come lui, che ama la mia indipendenza e adora cullare le mie fragilità. Che sa che nella mia vita instancabile ho bisogno di essere rassicurata da lui, e lo fa sempre in modo diverso, e nuovo, e lasciandomi senza parole.

 

E tu, come ti senti, Ele?

Fortunata.

[Le peonie continuo a regalarmele da sole, se non ti dispiace, amore]

7 Comments

  • Rispondi giugno 19, 2014

    Frenci

    Mi sono scesi due lacrimoni perché mi sono rivista in tutto quello che hai scritto.

  • Rispondi giugno 19, 2014

    Ilaria

    Un bacio Elena…solo questo

  • Rispondi giugno 19, 2014

    Sara

    L’ultima frase, quell’amore, mi ha riempito il cuore di gioia, tesoro.
    Ti meriti il meglio.
    E quanta verità nelle tue parole, quanto di ognuna di noi riesci ad esprimere come se leggessi nel cuore delle donne.
    #loveyoumoglie

  • Rispondi giugno 19, 2014

    Alice

    In queste parole ho riconosciuto le mie paure e le mie gioie.
    A volte ho paura di dipendere troppo dagli altri, ma fare tutto da sola mi demoralizza.
    A volte sono felice di avere qualcuno su cui appoggiarmi, ma poi ho paura di essere un peso.
    Devo ancora trovare una via di mezzo tra l’indipendenza e il chiedere piccole pillole di felicità, ma credo che quando si trova questo equilibrio si trova la felicità.

  • Rispondi giugno 23, 2014

    Sara

    …leggendo queste parole mi è venuta in mente una canzone:” Quello che le donne non dicono”
    Noi dobbiamo prenderci cura di noi
    Un abbraccio

  • Rispondi giugno 24, 2014

    Sabrina

    Mi piacerebbe vivere a Milano per poterti incontrare e passare una serata di chiacchiere tra donne! Sei una donna fantastica.. E ,ahimè, non ce ne sono più al giorno d’oggi o meglio io in amicizia non ho avuto proprio fortuna… Continua così, sei grande!

  • Rispondi luglio 27, 2014

    annabella senatore

    un abbraccio da levarti il respiro.
    p.s. ma leggerai i miei commenti ritardatari??

Leave a Reply