La Sicilia barocca: qualche Braghy tip

Chi mi conosce sa che sto concorrendo da anni per chiedere alla Sicilia la cittadinanza onoraria di Favignana: a gennaio inizio a monitorare il sito di Ryanair per un’offerta Milano/Trapani che non mi costi come un transoceanico (cara Ryanair, dobbiamo rivedere il concetto di low cost).

Da qualche anno però volevo vedere anche un altro pezzo della Sicilia: quella barocca, che si snoda comodamente dall’aeroporto di Catania attraverso Siracusa, Noto, Scicli, Ragusa Ibla.

Le vacanze di Pasqua erano quindi perfette per un viaggio da turista fai-da-te insieme alla mia fedele compagna di viaggio Dany (poi parleremo anche di compagne di viaggio PERFETTE, che mica è facile trovarle).

Quattro notti itineranti, cinque giorni pienissimi, un bagaglio di immagini ed emozioni così intense che al momento di rientrare a Milano mi sembrava di aver trascorso lontano da casa almeno due settimane.

Ho trovato una ricchezza architettonica che manco immaginavo, una natura così destabilizzante da lasciarmi senza fiato, e una popolazione dall’accoglienza squisita.

Come sempre, 10 cose che non potete perdervi (in ordine cronologico di viaggio):

  1. Ortigia, il cuore antico di Siracusa. In particolare, piazza Duomo, quello spazio così rassicurante nella sua magnificenza. Prendetevi un po’ di tempo, sedetevi da qualche parte (noi ci siamo sedute direttamente sui gradini del duomo) e contemplate. Se poi siete così fortunati da trovare il cielo blu blu, rimarrete ancora più acciecate dalla bellezza del contrasto con i palazzi giallini e il pavimento lucido. (Poi fatevi un giro al tramonto sul lungomare della Fonte Aretusa: con la luce giusta ci scappa la lacrimuccia)
  2. Ortigia, l’interno del duomo: barocco ma non troppo, da togliere il respiro.
  3. Noto, il trionfo del barocco. Passeggiate lungo Corso Vittorio Emanuele, ammirate la cattedrale (che, personalmente, preferisco esternamente nella sua maestosità sottolineata dalla lunga scalinata, piuttosto che internamente – è stata ricostruita negli anni ’60 in seguito a un crollo), poi perdetevi nelle viette laterali, senza meta, con il naso all’insù: rimarrete stregati dai balconi di Palazzo Nicolaci e dalle finestre con fregi come ricami.
  4. Noto, Caffè Sicilia: assaggiate tutto. E’ casa del famoso pasticcere Corrado Assenza, dai cannoli alle cassatine ai tranci di torta, meravigliosi equilibri di sapori e profumi. Io mi sono goduta un “Dolce inverno”: non saprei descriverlo, ma c’era una base di pan di spagna alle mandorle, sciroppo di arancia, crema, scorze d’arancia candite, insomma, un trionfo di sicilianità.
  5. L’Oasi di Vendicari. Forse il posto che mi ha stregato di più in tutta la vacanza. Sarà che siamo arrivate abbastanza presto, la mattina della domenica di Pasqua, sarà che la notte prima il temporale aveva spazzato via le nubi. Ma ho trovato davvero un posto dove riposare il cuore, tra la vegetazione rigogliosa (potete fare birdwatching), la spiaggia col mare cristallino e soprattutto i resti della tonnara, luogo magico e pieno di energia. Se non siete troppo pigri, la passeggiata fino a Cala Mosche vale la pena per vegetazione e panorami mozzafiato.
  6. Marzamemi, ovvero la piazzetta più fotografata del web. Nonostante quasi tutte le guide non la citino come meta turistica, è un delizioso villaggio di pescatori dove ogni dettaglio racchiude una storia. Siamo state più di un’ora nella piazzetta centrale, sedute sui gradini della chiesa (sì, era un po’ il mood della vacanza), a goderci la lentezza del momento.
  7. Le tovaglie vintage della Taverna La Cialoma a Marzamemi. Arrivando a Marzamemi ci si accorge che le sedie celesti più fotografate nel web non sono sedie qualsiasi, ma appartengono ad un ristorante meraviglioso dove lo styling è curato esattamente come la qualità dei piatti che servono. Le loro tovaglie damascate rifinite in passamaneria ancora le sogno (e no, non sono in vendita, né si può risalire al fornitore: sono squisitamente vintage)
  8. La strada da Vendicari a Scicli. Non so in piena estate, ma in primavera è una delle strade più panoramiche della Sicilia, tra colline, coltivazioni di pomodori pachino e campi fioriti. Ho rallentato la velocità per godermela fino in fondo (non essendo una superstrada, è piuttosto lunghetta)
  9. Scicli. Sì, dove hanno girato molte delle scene del commissario Montalbano. Ma preferisco ricordarla come borgo deliziosamente barocco in piena processione pasquale (che, si sa, in quelle zone è un vero e proprio spettacolo teatrale)
  10. L’antico borgo di Ragusa Ibla. Arroccato su un cucuzzolo, stradine pedonali dove il tempo si è fermato, è un borgo raccolto ed elegante che vale la pena una visita di almeno mezza giornata.

 

Dove dormire / mangiare / comprare.

Abbiamo soggiornato in tre affittacamere carinissimi, comodissimi e in posizioni centrali, che condivido volentieri:

Pasti memorabili:

  • Ortigia, A Putia delle cose buone (la loro insalata di agrumi con cipolla, avocado e pinoli la rifarò prestissimo)
  • Noto, Caffè Sicilia (vedi sopra, la miglior merenda della vacanza)
  • Marzamemi, Taverna La Cialoma (chiedete un tavolo in terrazza vista mare, dietro la piazzetta, per un’esperienza a 360°. E poi gamberi crudi marinati agli agrumi e ogni altra prelibatezza a base di pesce)
  • Ragusa Ibla, I Banchi (il nuovo bistrot di Ciccio Sultano con prezzi molto più popolari del Ristorante Duomo)

Cosa comprare:

  • A Ortigia, al Circo Fortuna, atelier con ceramiche e tessuti dipinti a mano da Caroline, artista di origine olandese arrivata in Sicilia negli anni 90
  • A Marzamemi, Campisi, azienda famigliare che lavora il pesce nella zona della ex tonnara. Prodotti a base di pesce ma anche conserve , pesti, paté. (La buona notizia è che alcuni prodotti si possono trovare anche da Eataly)
  • A Modica, Antica Dolceria Bonajuto. Sarete tentati dai mille assaggini di cioccolato di Modica posti sul vecchio bancone del negozio, e vi toccherà comprare tutto.

E se avete poco tempo a disposizione, rinunciate serenamente a Caltagirone: tolta la scalinata c’è poco o niente, e l’artigianato di Caltagirone si trova, agli stessi prezzi, anche negli altri paesi.

Il reportage fotografico lo trovate, fino allo sfinimento, su Instagram, sotto l’hashtag #BraghyArancina.

E se seguite qualche consiglio, fatemi sapere!

ElenaBraghieri-0219

10 Comments

  • Rispondi aprile 4, 2016

    Sara Calcaterra

    Elenaaaaaa…..Aspettavo il post e questa mattina l’ho trovato e letto tutto d’un fiato! Bene, da rileggere poi con molta calma e appuntare tutto … come al solito i tuoi racconti mi fan venire quell’impellente desiderio di far la borsa e partire!

    • Rispondi aprile 4, 2016

      Elena Braghieri

      Fatti un weekend lungo Sara, impazziresti tu in quei posti!

  • Rispondi aprile 5, 2016

    Chiara

    che bello bellissimo! avevo seguito il tuo viaggio su instagram ma sono contentissima di vederlo tutto riassunto qui … questo è anche il mio progetto di viaggio quindi … attingerò ai consigli a piene mani!

  • Rispondi aprile 5, 2016

    B.

    Hai ufficialmente ispirato le vacanze 2016…conquistando anche i boyz della compagnia! Grazie ❤️

    • Rispondi aprile 7, 2016

      Elena Braghieri

      prego! ahahah!

  • Rispondi aprile 6, 2016

    Giulia

    Bellissimo articolo e super interessante… Anche perchè capita proprio a fagiolo: ho un volo prenotato su Comiso per un weekend lungo a fine maggio! Ho meno giorni a disposizione ma trovo spunti e foto meravigliose per definire meglio i miei “to do”.. tipo, eliminiamo Caltagirone vai Ibla 😉

    • Rispondi aprile 7, 2016

      Elena Braghieri

      Che poi è vicino ad Ibla, no?

  • Rispondi aprile 27, 2016

    Antonella

    Ciao Elena, andrò in questi posti a fine agosto non vedo l’ora!!!
    Grazie per i preziosi consigli. Anche io ho scelto il domus mariae quando sarò a Ortigia. Ti farò sapere al ritorno. ☀️?

  • Rispondi aprile 27, 2016

    Annibale

    Già solo il punto 1 vale un viaggio.
    La cosa magnifica del Duomo di Siracusa è il suo impianto sul tempio di Atena e del quale sono ancora ben visibili le colonne doriche.
    Benvenuti sempre in Sicilia, terra del Mito, e come mi disse uno chef in un bistrot di Parigi: ahhhh, la Sicile, terre de feu, terre de l’eau, un don de Dieu …” 🙂

  • Rispondi dicembre 30, 2016

    Ludovica

    Li sto seguendo praticamente tutti,grazie!

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