We Run London: fatta!

Ho corso a Parigi. Ho corso a Roma. Ho corso a Milano.
Non potevo non correre a Londra.
La scusa era quella di andare a trovare un amico che ormai vive là: non un amico qualsiasi, ma l’amico che quasi tre anni fa mi ha fatto iniziare a correre. Insomma, un weekend a Londra da lui con in mezzo una We Run London tutta femminile [ma con lui eccezionalmente al mio fianco].

A dirla tutta sono stata un po’ scema: dopo la We Run Milano non ho più corso. Quindi all’esame non sono andata preparata. E in effetti ho fatto un tempo non brillantissimo [ma chissene frega del tempo, vogliamo dirlo?], ma ho fatto il pieno di bella energia.

Sì, perché mi spiace dirlo, ma solo in Italia c’è poca partecipazione alla corsa, sia attiva [i runner] che passiva [i supporter dei runner]: ogni volta che vado all’estero trovo un calore incredibile, che mi piacerebbe poter importare a casa mia.

E’ stato così anche a Londra, con più di 10mila ragazze che hanno corso con me questi 10k tutti femminili: a day to remember.

Cosa mi porto a casa:

  • che correre per 10 chilometri in un parco può essere una cosa molto emozionante, se il parco è Victoria Park, con i suoi viali verdissimi di piante centenarie, il prato curatissimo, e scorci davvero mozzafiato [il poco fiato rimasto dalla corsa]
  • Che se il warmup prima della gara te lo fanno dei boni pazzeschi, il warmup lo fai tutto tutto tutto con particolare attenzione e dedizione [siano benedetti i trainer della Equinox che ci hanno intrattenuto con finti esercizi di riscaldamento – e veri balletti da cubisti – in attesa del nostro turno di partenza]
  • che il tifo a bordo strada fa la differenza: ho dato un 5 ad un bimbo che li contava da alta voce [il mio era il twohundredeighteen], una bimba mi ha soffiato bolle di sapone mentre passavo [ok, ho rallentato per prendermele tutte, perché io le bolle di sapone le adoro]. E poi mille manifestazioni di sostegno, il papà con bimba e un cartello “Mum, I’m here!”, i fidanzati che correvano parallelamente alle loro donne per incitarle… per cortesia potete venire a fare la stessa cosa a Milano, dove vi eccitate solo per una partita di calcio?
  • che c’erano un casino di crew, tutte con dei nomi meravigliosi, tanto da farmi sentire una cacca per l’originalità del mio #teamBraghy [del nome eh! Le girls non si toccano]. I nomi delle crew li ho letti tutti verso il terzo km, e quindi anche verso l’ottavo km: ognuno scritto su un cartello a bordo strada [avrei voluto fotografarli, ma ero troppo impegnata a non cadere nella corsa]
  • che avere al tuo fianco qualcuno che ti motiva fa la differenza.
    “Salva mi devi dare un cinque ad ogni km come faccio con la Ludo” “Dammi un cinque Braghy” [per  nove volte]
    “Salva non ce la faccio” “sì che ce la fai, siamo a metà” [eravamo al quarto di dieci km]
    “Salva ricordati quando ripasseremo da qui la seconda volta perché mancherà poco” [era il secondo km] “Vedi, ci stiamo ripassando, manca poco” [al settimo km]
    “Salva muoio” “Cosa vuoi morire che mancano 200 metri?”
  • che se non puoi correre con la tua crew, la tua crew ti inonderà di messaggi, mail, whatsapp, whatever per tutto il tempo, a partire dal giorno prima: e se non è spirito di squadra questo, spiegatemi cos’è [grazie Braghette, vi voglio bene e ho corso con la nostra spilletta]
  • che il personal best non è tutto nella vita [per me non è proprio niente]: ho chiuso in 1h05’, un minuto in più rispetto alla We Run Rome, ma di più non sarei riuscita a fare. E va bene così [e già dichiarare di aver fatto un tempo di merda è una risposta a chi, nel sottobosco, dice che non meriterei di correre queste gare bellissime]

Ora resta da capire se voglio fare la We Run Paris [ sì sì sì!], e se a capodanno preferisco Roma o Barcellona.
Sempre per chiudere l’anno di corsa.

6 Comments

  • Rispondi giugno 22, 2015

    davide costanzo

    che bello!!! 🙂

  • Rispondi giugno 22, 2015

    fili

    brava, bravissima! 🙂

  • Rispondi giugno 24, 2015

    Simona

    Io ho corso alla Milano, l’atmosfera e’ stata emozionante, il mio fidanzato ha corso a fianco a me sui marciapiedi ed ogni tanto si fermava a dare da bere a qualche ragazza che si e’ sentita male per il gran caldo. In una manifestazione cosi’ partecipata (7000 ragazze) in una citta’ caotica come Milano non c’era speranza di fare dei tempi decenti, io l’ho fatta in 1:06:43 nonostante avessi il braccialetto blu dei 55″. Ma c’erano ragazze che camminavano! Ti si piantavano davanti… come si poteva far di meglio? Queste gare vanno prese solo come spirito aggregative. Bella l’idea di cercare di fare tutte quelle Europee! Brava!!!

  • Rispondi giugno 25, 2015

    Paola

    Chissà perchè quelle che corrono poco e male dicono che le We Own The Night sono fatte solo per divertirsi 🙂

    • Rispondi giugno 25, 2015

      Elena Braghieri

      Ciao Paola, per me è così ogni gara, da quando ho iniziato a correre. Nessuna pretesa di fare prestazioni da semipro, solo divertimento 🙂
      Ho amiche che invece la prendono in modo diverso, ma rispetto chiunque!

  • Rispondi giugno 25, 2015

    Dany

    Sei stata una grande, se non altro perchè l’hai cominciata, ci hai creduto, l’hai terminata.
    Hai ragione, i motivatori sono eccezionali, io senza il mio accanto rendo molto meno.
    Io voto per Barcellona…quella non l’hai ancora mai corsa 🙂

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