“Cosa fai a Capodanno?”: corro.

Sono una di quelle persone che sanno essere tanto attive quanto pigre.

Lo ammetto: dopo i 10k di Paris sono stata parecchio pigra.

Saranno stati i mille impegni [ché il Natale abbiamo iniziato a festeggiarlo a metà novembre], saranno state le priorità [bello correre eh, ma vuoi mettere stare col tuo amore?], sarà stato l’arrivo del freddo [mi devo coprire tanto o poco? Sarò abbastanza coperta? Ma il gelo in faccia come si affronta?], ma insomma, non ho più corso da ottobre.

Roma sì, Roma no?

L’anno scorso avevo fatto la We Run Rome da infortunata: correvo e camminavo pur di arrivare a traguardo. E al traguardo ci ero arrivata con molta calma, e non c’era nessuno ad aspettarmi. Quest’anno nessun infortunio ma anche nessun allenamento.

Pronti via: il 30 dicembre si organizza il 31 a Roma. Un trolley fatto velocemente, un whatsapp a Davide per avvisarlo che gli toccherà aspettarmi al nono chilometro per portarmi – magari anche in braccio – al decimo, e il 31 mattina sono sul Frecciarossa, direzione Stadio delle Terme di Caracalla.

Roma mi accoglie con un vento gelido, tagliente, spietato. Di quelli che ti spaccano la faccia ed entrano dritti nei polmoni e ti immobilizzano. Molto bene. Mi metto addosso tutti gli strati di abbigliamento tecnico che ho in valigia, tutti rigorosamente spaiati: due tshirt, la felpina con cappuccio, il gilet imbottito, la windrunner con cappuccio. Praticamente l’omino Michelin.

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Al village tremiamo in tanti, ma c’è la solita bellissima energia del pre-gara: djset, sorrisoni, selfie a manetta e warm-up collettivo. L’importante è non fermarsi un attimo: si saltella, si balla, ci si abbraccia. Se ti fermi diventi una stalattite in 3, 2, 1.

wrr-partenza

Partiamo. Cioè, gli altri partono col solito sprint. Io sono da sola, tutta concentrata ad andare pianissimo [altrimenti mi brucio] e a non farmi asfaltare dai runner veri [alcuni dei quali particolarmente incazzosi]. Visto che le previsioni sono di farmi la “passeggiata” da sola, ho preparato una playlist che mi tenga compagnia per un’ora e mezza [no, di sentire il rumore dei miei passi non me ne frega proprio nulla a ‘sto giro].

Il primo chilometro non finisce più: sento solo il freddo in gola, le mani ghiacciate [Braghy perché hai lasciato i guanti in hotel?] e le lacrime di freddo che si cristallizzano sulla faccia. Se queste sono le premesse, non arrivo manco al Pincio.

Al secondo chilometro il vento gelido è così forte che butta a terra transenne e cartelloni: sono più terrorizzata che eccitata dall’idea di doverne correre altri otto in queste condizioni. Eppure siamo così belli, nel nostro fiume giallo fluo che invade Via del Corso. E di tifo ne abbiamo tantissimo.

Piazza del Popolo è una meraviglia, soprattutto perché é l’ultimo pezzo in piano prima di quel mostro chiamato Pincio.

Mi vengono in mente le parole di Davide: “Te ne fai 4 bella tranquilla, alla salita del Pincio cammini così riprendi fiato, e poi vedi cosa riesci a fare con la discesa”.

Il problema è che ho una testa dura, e nella testa dura stanno passando un sacco di pensieri sul 2014, e quindi col cavolo che mollo in salita: in salita diminuisco notevolmente la – già modesta – velocità, alzo il volume della musica, e boia chi molla.

wrr-pincio

E alla fine della salita c’è il premio: allo scattare dei 5k mi ha raggiunto Elisabetta, “e da adesso io la faccio con te”. No, Eli, tesoro, tu vai, io sono una lumaca, io vado piano, ti rallenterei troppo: vai al tuo passo, ci vediamo al traguardo. “Ma che me ne frega della velocità, io voglio correre con te”. E così, metà corsa la facciamo fianco a fianco.

Sono così felice che rotoliamo giù per Vittorio Veneto senza pensieri, ognuna con la propria musica nelle cuffie, io che canto ad alta voce “That’s where we meet, that’s where we meet, me and you, rendez vous  in the club at the end of the street” [la mia playlist prevede anche del gran vintage].

“Il sesto chilometro lo dedichiamo alle donne forti” mi dice Eli, che sa quanto sto lottando.

La fatica si fa sentire forte e chiaro. Per fortuna Roma ci sa sorprendere con panorami mozzafiato: ingraniamo via dei Serpenti che è un gran biscione giallo fluo con il Colosseo sullo sfondo. Per quanto ami Milano, Roma ha almeno tre marce in più.

WRR-Serpenti

Che poi all’ottavo chilometro manca… un solo chilometro, giusto? Intendo un solo chilometro prima dell’ultimo chilometro che farò con l’aiuto di Davide [quando senti che non ce la fai più, ogni bugia vale].

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E Davide che mi aspetta lungo il nono chilometro è pura gioia. Non ho più fiato, sono morta, ma riesco comunque a urlare “Davidenonmisonomaifermataaaaaa!!! Davidehofattoancheilpinciodicorsaaaa!!!”

A 100 metri dal traguardo ci prendiamo per mano: taglio il traguardo stringendo Davide e la Eli, senza i quali probabilmente non ce l’avrei fatta.

Piango come una fontana, tra felicità, commozione, stanchezza.

Questi 10k sono per una sola persona, e sono felice di dedicarglieli: perché alla fine i pensieri di noi mi hanno accompagnato per ciascuno dei dieci cazzutissimi chilometri. E sono stati dei gran bei pensieri.

E forse, chi aveva detto “Corri, Elena, corri e non farti fermare” intendeva proprio questo: nella corsa e nella vita.

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Note a margine:

1. Ho chiuso in 1:09:05, che è un tempo orrido per qualsiasi runner, ma un tempo delizioso per una che non muoveva il culo da due mesi e ha affrontato pure le salite [tutti i tempi ufficiali della gara li trovate qui, inserendo nome e cognome dei partecipanti]

2. La mia playlist è su Spotify: c’è molto best of 2014 con qualche chicca vintage, e soprattutto è molto più da passeggiata che da ritmo veloce, ma ve la regalo lo stesso. Qui.

3. “Sono orgogliosissimo!! Sei una strafiga, fanculo a chi non lo pensa!”. Sì, fanculo, amico mio.

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Photo credits:
Foto copertina: Greta Colella
Tutte le altre foto: Andrea Schilirò

8 Comments

  • Rispondi gennaio 2, 2015

    Loredana

    Ahhh sei un mito Elena! Non mollare mai! 🙂

  • Rispondi gennaio 2, 2015

    Simone

    Sempre belli i tuoi resoconti.
    Magari non hai mosso il culo per due mesi ma a giudicare da come lo sta guardando quello col berretto della Roma direi che è un bel vedere… 🙂 😉 🙂

    • Rispondi gennaio 3, 2015

      Elena Braghieri

      stupidino!

  • Rispondi gennaio 2, 2015

    Ludovica

    Roma vista di corsa è sempre bellissima, da queste foto ancora di più! Grazie per la playlist, mi sta dando la carica giusta per rimettere le scarpe da corsa!

    • Rispondi gennaio 3, 2015

      Elena Braghieri

      E’ una playlist allegra 🙂

  • Rispondi gennaio 3, 2015

    Marta

    Mi hai fatto venire voglia di ricominciare … e per questo il mio fidanzato ringrazia (Richi parlando di te:”Le do un bacio in fronte se ti fa ricominciare a correre!”)

    • Rispondi gennaio 3, 2015

      Elena Braghieri

      Dai dai dai! Che il 5 giugno bisogna correre tutte insieme la We Run Milano!

  • Rispondi gennaio 7, 2015

    Michela

    Probabilmente io c’avrei messo 12 ore buone a fare 10 km. 😛 Sei simpaticissima! Baciii
    http://chocolateglass.blogspot.it/

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